L’India è spesso un paese sorprendente, almeno per me. Sono stato a Delhi e Mumbai e nient’altro. In entrambe le città ho visto rifiuti ovunque e mi è stato detto che gran parte del problema viene risolto dai poveri che raccolgono chi le lattine, chi la carte, chi la plastica … e le vendono a microsocietà che ne fanno uso e riuso. Spontaneo e caotico ma comunque in qualche modo funzionante – dico in qualche modo perché questa politica non evita enormi quantità d’immondizie un po’ ovunque. Era il 1999.
Oggi mi capita di sentire a Radio Rai 1, che la città di Mumbai – dicesi 23 milioni di abitanti – ha istituito la figura di un apposito vigilante che multa chi disperde immondizia: dallo sputo alla cartaccia, alla carcassa di automobile o di animale. Le indicazioni? Inflessibilità nelle zone finanziarie e internazionali della città; educazione in quelle poverissime dove i cittadini vanno guidati verso comportamenti più economici ed ecologici, senza vessarli.
Obiettivo: avere un vigilante ecologico ogni 500 abitanti nel 2010.
Motivazioni: 1) non si può andare avanti così; 2) gestire bene i rifiuti conviene.
A me viene il suggerimento di osservare come va e poi se è il caso di importare in Italia una buona pratica.
(danielegouthier)
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