Tutti giù per terra (storie di rifiuti)


La stampa perde le scorie.
Marzo 4, 2008, 1:12 am
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Rifiuti misti, scorie nucleari, questioni energetiche: tutti temi che la stampa italiana cura a ondate. A quanto pare in mancanza di eventi catastrofici (o presunti tali) e soprattutto in assenza di cortocircuiti informativi politica-tv i nostri grandi giornali si mantengono sempre sotto il livello di galleggiamento. E pensare che nello stato nordamericano dello Utah (dove un tempo era Far West) oggi c’è una comunità civile in fermento per via di un bel pacco di scorie radioattive in partenza dall’Italia. Avete capito bene: rifiuti nucleari italiani destinati agli Usa.

Giornali locali, come The Salt Lake Tribune, titolano Utahns organizing opposition to Italian nuclear waste plan. Associazioni ambientaliste (The Healthy Environment Alliance of Utah) lanciano chiari appelli: Say “No, Grazie!” to Italian nuclear waste

Come non pensare, dunque, che la causa del silenzio italico non risieda nella terribile sindrome del Non in my backyard (Non nel mio cortile)? Come non immaginare che tacere può essere il modo più semplice per evitare di affrontare argomenti spinosi, come quello dell’energia nucleare (che puntualmente, a ogni consultazione elettorale, riaffiora in maniera scomposta e assai poco razionale, da una parte e dall’altra)?

I fatti sono questi. L’Italia, 20 anni dopo il referendum, ha ancora 58000 m³ di scorie nucleari così distribuite: 50.000 metri cubi di rifiuti radioattivi di prima e seconda categoria e 8.000 metri cubi dirifiuti radioattivi di terza categoria (fonte: Audizione del generale Carlo Jean alla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, 23 febbraio 2003). Di questi 36000 m³, pari a 20000 tonnellate, sono destinati allo Utah. Il blog italiano Ecoalfabeta descrive il viaggio che questo pacco radioattivo dovrebbe compiere da una parte all’altra del pianeta: 13 mila km in nave, fino alla Lousiana, poi 500 km in treno fino all’impianto di trattamento delle scorie di Bear Creek (Tennesse) e infine altri 2200 km in treno fino alla discarica di Clive (Utah). Ogni giorno i siti dei giornali Usa ci regalano qualche novità. Solo i nostri tacciono. Resteranno muti fino alla fine?

Andrea Mameli, Cagliari, 4 marzo 2008.


2 Commenti finora
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Ciao Andrea, ti scrive la delatrice da Salt Lake City. Non ti soprendera’ sapere che moltissime persone (conservatori e progressisti) sono terribilmente arrabbiati. Il fatto e’ che abbiamo tanto da dire della “cacca” napoletana perche’ e’ dietro casa ma di quella che noi, in nome del popolo italiano, esportiamo all’estero non ne sappiamo nulla. Ho letto che molte agenzie sono laziali e alcune lombdarde. Sarebbe bello vedere davvero chi sono e quanto ci guadagnano. Saluti

Commento di stefania Marzo 5, 2008 @ 7:45 pm

Ciao Stefy
avvisaci se ci sono news.
Scavando nel passato si scoprono storie simili…
Italy ‘to export nuclear waste to UK’
The Guardian, Wednesday January 5, 2005
http://www.guardian.co.uk/environment/2005/jan/05/energy.nuclearindustry

Commento di Andrea Marzo 10, 2008 @ 11:33 pm



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