Da mercoledì 30 aprile, la nostra casa finalmente è dotata di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.
Abbiamo firmato con l’Enel un contratto del tipo “conto energia”. Vuol dire che abbiamo due contatori. Il primo misura quanto produciamo e tutta la produzione ci viene pagata 49 centesimi di euro al kilowatt. Il secondo misura la differenza tra quanto consumiamo e quanto produciamo. Se consumiamo in eccesso, paghiamo quell’energia 17 centesimi di euro al kilowatt. Se produciamo in eccesso, il di più ci viene tenuto da parte per tre anni.
Una famiglia che ha dei risparmi da parte (non pochissimi, in realtà) o che ha la possibilità di fare un mutuo, può vedere l’impianto fotovoltaico come una forma di gestione del risparmio sul medio-lungo periodo.
Sul breve periodo si abbattono le bollette dell’elettricità e sul contatore si legge momento per momento quanta anidride carbonica si risparmia all’atmosfera.
Un minuscolo contributo per sporcare meno il mondo.
Noi ne siamo contenti.
(danielegouthier)
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