Giocattoli di spazzatura: Giocomania insegna.
Ideato da un papà (Giuseppe) per mostrare i giocattoli che realizza per i suoi bambini (Tommaso e Filippo), il sito Giocomania è una vastissima rassegna Web di proposte intelligenti. Dai motorini elettrici alle bambole di pezza, dalle barchette di carta alle cacce al tesoro. In quasi tutti i casi si utilizzano oggetti e materiali facili da reperire in casa. Ma una sezione è dedicata ai Giocattoli di spazzatura: razzi e astronavi da costruire con poche semplici cose. Davvero invitante.
Andrea Mameli (Cagliari, 23 dicembre 2007)
Le mani e la mente
A Città della scienza, ci sono due aree interamente dedicate ai bambini - le officine dei piccoli. In una delle due, si possono ammirare i risultati di un laboratorio nel quale i bambini costruiscono con materiali di recupero. Gli oggetti realizzati sono belli. Ma ancor più interessante è la filosofia di imparare facendo e di fare riusando. Dietro c’è una sorta di legge virtuosa della conservazione degli oggetti: dove si può bisogna imparare a vedere le cose sotto un’altra luce per trasformare l’inutile in altrimenti-utilizzabile.
(danielegouthier)
File scomposte, raccolte indigeste.
Squilla la campanella. Tutti si precipitano sui pochi gradini che separano l’ingresso della scuola elementare dall’andito principale. Bambini e bambine in grembiule, quelli di prima accompagnati da mamme o papà, dalla seconda in poi da soli. Quasi tutti trascinano un piccolo trolley, determinando ulteriore confusione dato che lo zainetto a ruote aimé non è fedele come Fido e soprattutto non ha occhi per vedere i piedi degli altri. Zainetti a baricentro basso il peso aumenta proporzionalmente con la classe (la classe scolastica intendo!). La massa umana scema in due, tre minuti. Quanto basta per incontrarla contromano, se sei una mamma o un papà di scolaro o scolara di prima. E l’incontro ti regala altre emozioni: nessuno (infante o adulto che sia) ti cede il passo, nessuno si scosta, e i trolley, stavolta fedeli, contribuiscono al flusso contrario. Da poco meno di un mese assisto quotidianamente a questa scena, che me ne ricorda altre nelle quali sono protagonisti solo i papà e le mamme, a volte anche i nonni e le nonne (nei supermercati, alla Posta, nel traffico urbano, eccetera) e ho pensato: vuoi vedere che il morbo della fila scomposta ha qualche connessione con quello della raccolta indigesta? Mi sbaglierò, ma nutro il sospetto che se (laddove) la raccolta è INdifferenziata forse qualche elemento comune con questa INeducazione alla fila ordinata c’è.
Andrea Mameli (Cagliari, 18 ottobre 2007)
Capitan Eco, il pirata che difende l’ambiente.
Portare un pirata in classe e giocare. Niente di meglio per avvicinare i bambini alla cultra del recupero e del risparmio enerergetico. Il progetto coinvolge i bambini delle scuole elementari di Busca (Cuneo) in una serie di attività educative. L’obiettivo - spiegano gli organizzatori nel blog http://capitaneco.blogspot.com/ - è “rafforzare in modo giocoso le tematiche relative alla raccolta differenziata e, in generale, la salvaguardia ambientale, promuovendo l’utilizzo dell’area ecologica comunale.”
Il progetto è della società di comunicazione ambientale “Achab group” di Padova, ed è già stato sperimentato in altre scuole. I bambini ricevono una busta di figurine (per ogni tipo di rifiuto differenziato che consegnano nelle aree ecologiche) con le quali riempiranno l’album (un manifesto con il ritratto del pirata) dopo aver scambiato le doppie.
Andrea Mameli, 29 settembre 2007
Rifiuti familiari
Non a tutti è familiare interessarsi ai rifiuti. Eppure la famiglia oltre ad essere considerata entità consumatrice di beni e produttrice di rifiuti, dovrebbe essere un soggetto attivo nella catena del riciclo. Cosa manca? Tempo, attenzione, abitudini, educazione, strumenti concreti per attuare i propositi.
Noi siamo quattro e mezzo (due adulti, due bambini e Fido) e produciamo rifiuti per quattro e mezzo (il mezzo è la carta del giornale imbevuta dei bisognini di Fido). Abitiamo in appartamento a Cagliari, dove la raccolta differenziata stenta a decollare. Abbiamo ancora pochi cassonetti differenziati e non tutti sanno come comportarsi. Ad esempio non esiste il calendario della raccolta.
Per me, dopo aver visto le cucine attrezzate con i contenitori differenziati in provincia di Bolzano esattamente 10 anni fa, è deprimente. Difficile qualsiasi intervento educativo o anche solo la creazione di abitudini (che invece albergano nelle case di amici residenti in Comuni anche a pochissimi km da Cagliari).
Ora che Luca (il grande) ha iniziato la scuola primaria e il piccolo (Marco) sta frequentanto l’ultimo anno della materna sarebbe il momento giusto per avviare il percorso educativo e di abitudini e di pratiche di cui scrivevo. Speriamo bene.
Vi lascio con una pillola di saggezza pratica. Acqua come rifiuto da riciclare. Quella della doccia che risiede nel tratto di tubatura compreso tra la caldaia a gas e il rubinetto. Alcuni litri che viene spontaneo lasciar scorrere in attesa dell’arrivo dell’acqua riscaldata. Ecco, perché non salvarla? Un secchio o una bacinella, per poi usarla nel WC. O un innaffiatoio (che in fase di insaponamento andrebbe spostato lontano dal getto o coperto) per usarlo poi con i fiori del balcone.
Alla prossima!
Andrea Mameli, Cagliari 26 Settembre 2007.