Tutti giù per terra (storie di rifiuti)


- 2 Kg di rifiuti alla settimana: Vademecum Coldiretti.
Maggio 26, 2008, 4:46 pm
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La lista di consigli per ridurre i rifiuti - Coldiretti, 5 marzo 2008 - non è per nulla impegnativa. Si tratta però di modificare abitudini e automatismi della spesa. L’apporto del singolo (calcolato in 2 Kg alla settimana) sembra irrisorio, ma come sappiamo questi numeri crescono, e di molto, se applicati su larga scala. E perché la Coldiretti? Semplice: il settore agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio. E la causa risiede anche nelle strategie di marketing che puntano sulle confezioni per favorire le vendite.

Ecco alcuni consigli: scegliendo legumi al mercato, invece che in scatola, la pattumiera si alleggerisce di 220 grammi di metallo (per 4 scatole); l’insalata fresca permette di fare a meno di 80 grammi di plastica; sugo e ragù fatti in casa consentono un risparmio di vetro e cartone di mezzo kg in tutto; l’uso di acqua del rubinetto farebbe risparmiare 500 grammi di plastica.

I 5 punti del Vademecum Coldiretti:

  • Scegli alimenti freschi (frutta, verdura, carne, formaggi) invece di quelli confezionati, magari acquistandoli direttamente dai produttori agricoli.
  • Utilizza borse per la spesa fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale (bio shoppers) o di tela invece di quelle in plastica.
  • Bevi acqua dal rubinetto invece di acquistare acqua minerale, evitando di dover buttare le bottiglie di plastica.
  • Non acquistare i prodotti usa e getta come bicchieri e piatti, a meno che non siano fatti di materiale biodegradabile.
  • Acquista prodotti in confezioni riciclabili o riciclate.
  • Scegli confezioni famiglia invece di quelle monodose.
  • Acquista latte dai distributori alla spina e vino e olio direttamente dal produttore, che ti consentono di riutilizzare le bottiglie evitando di produrre rifiuti.

Andrea Mameli, Cagliari, 26 maggio 2008.



Tore, Lella e la raccolta differenziata
Aprile 23, 2008, 8:59 am
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La Provincia di Oristano sensibilizza sulla raccolta differenziata e sulla riduzione dei rifiuti nelle scuole, ha un suo autobus dotato di un video e pannelli illustrativi e ora rilascia sul web una serie di videogame che si possono scaricare gratuitamente da qui.

Li ha realizzarla Polgames, software house della Provincia, specializzata in videogame – e a me già piace che una provincia abbia una software house cha fa videogame!

I protagonisti dei giochi, Tore e Lella, raccolgono rifiuti e li differenziano muovendosi per Oristano e dintorni. In un altro hanno un quasi Tetris dove lo scopo è riciclare … e così via, il tutto ambientato tra foto di natura e paesaggi che rendono evidente come i comportamenti sbagliati violano tanta bellezza.

Giocare, linkare e diffondere, please.

(danielegouthier)



Non viviamo in un sistema chiuso. Riflessioni sui rifiuti.

C’era una volta una casa sporca. Così sporca che l’amministratore di condominio decise di intervenire per farla pulire. Ma dovette chiedere una mano agli altri condomini perché la spazzatura accumulata era davvero troppa. Non tutti furono felici di seguire le indicazioni dell’amministratore, lamentandosi per il comportamento del condomino poco pulito, ma l’emergenza era tale che sarebbe stato irresponsabile tirarsi indietro. Certamente lasciar accumulare in questo modo la spazzatura dentro la propria casa non va bene: furono presi provvedimenti perché non accadesse più. Ma non si poteva restare a guardare i cumuli di spazzatura.

Quanto che sta accadendo in questi giorni con quelle 300 mila tonnellate di spazzatura accumulata a Napoli impone, brutalmente, alcune riflessioni.

In primo luogo l’emergenza rifiuti non è un meteorite piovuto dal cielo. Esistono gravi responsabilità: a vari livelli e in modi diversi, diverse cause hanno concorso nel determinare questa situazione. E non si tratta di un problema superficiale, se è vero che i rifiuti, al pari dell’acqua e dell’energia, sono i temi caldi del secolo, per tutto il pianeta. E, come rileva l’acuta analisi di Roberto Saviano (“Imprese, politici e camorra, ecco i responsabili della peste” La Repubblica, 5 gennaio 2008): “Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.”

In secondo luogo questa di Napoli sarà una lezione per tutti: senza raccolta differenziata non si va da nessuna parte.

Non dimentichiamo, infine, che non viviamo in un sistema chiuso, ciascuno nella propria città. Esportiamo e importiamo continuamente aria, acqua, cibi, persone, malattie e rifiuti. Per questo appare abbastanza insensata la protesta di chi non vuole aiutare a ripulire una città. Non possiamo, onestamente, storcere il naso per qualche tonnellata di rifiuti in più. Sarebbe come se, in una stanza, si chiedesse agli altri di non respirare. Certo, si può chiedere di evitare emissioni gassose di natura fisiologica o di non fumare, ma il respiro non si può negare a nessuno.

Nella regione in cui abito, la Sardegna, accoglieremo circa 5 mila tonnellate di rifiuti campani. Una quantità pari a quella prodotta dall’intera isola in due giorni. Senza contare che i nostri rifiuti speciali, non smaltibili in loco, varcano il mare e vengono spediti in altre regioni. In Sardegna, grazie alla raccolta differenziata, dal 2004 al 2007 il quantitativo di rifiuti prodotti si è dimezzato. E le ultime stime danno la mia regione al primo posto al sud Italia per la raccolta differenziata (i dati aggiornati - Rapporto rifiuti 2007 - saranno presentati il 6 febbraio nella sede dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Apat). La quota che smaltiremo noi non mi sembra affatto preoccupante. Proprio perché non viviamo in un sistema chiuso.

Andrea Mameli, Cagliari, 12 gennaio 2008

P.S. Ho sentito voci di dissenso, rispetto alla decisione di accettare rifiuti napoletani, da parte di esponenti politici della mia città. Qualcuno ha parlato di cattiva immagine per Cagliari e per la Sardegna. A mio modesto parere la cattiva immagine non la fornisce certo l’aver accolto aliga (il nostro modo di dire spazzatura) prodotta da altri. La forniscono invece altri atteggiamenti, come quello rilevato da BBC News: Arrests in Sardinia waste clashes: Six protesters have been arrested in Sardinia after clashes with Italian police over tonnes of rubbish shipped to the island from Naples o da Al Jazeera: Al Jazeera: Violence in Sardinia over rubbish.

P.S. 2 Le proteste contro i rifiuti provenienti da Napoli costituiscono un caso da manuale del cosidetto effetto NIMBY (Not In My Back Yard): cioè fate pure le discariche, i termovalirizzatori, gli inceneritori, tutto quello che serve purché non lo facciate nel mio giardino (o letteralmente nel cortile sul retro di casa). Si tratta a mio avviso di proteste largamente ingiustificate, frutto di scarsa conoscenza dei fatti. Ma uno dei problemi risiede proprio in questo deficit di comunicazione. E lo scarso coinvolgimento delle popolazioni e degli amministratori locali (e le contemporanee, colpevoli, azioni di disinformazione) hanno ingigantito il problema. Ancora una volta paghiamo il prezzo di non aver considerato importante comunicare (i fatti, la scienza, il rischio, le cifre) e così chi intendeva cavalcare la protesta ha avuto gioco facile.



Giocattoli di spazzatura: Giocomania insegna.
Dicembre 23, 2007, 8:22 pm
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Ideato da un papà (Giuseppe) per mostrare i giocattoli che realizza per i suoi bambini (Tommaso e Filippo), il sito Giocomania è una vastissima rassegna Web di proposte intelligenti. Dai motorini elettrici alle bambole di pezza, dalle barchette di carta alle cacce al tesoro. In quasi tutti i casi si utilizzano oggetti e materiali facili da reperire in casa. Ma una sezione è dedicata ai Giocattoli di spazzatura: razzi e astronavi da costruire con poche semplici cose. Davvero invitante.

Andrea Mameli (Cagliari, 23 dicembre 2007)



Vivere semplice, vivere sano.
Dicembre 13, 2007, 4:49 pm
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Andrea e Sabrina sono giovani genitori. Vivono in un appartamento a Roma e lavorano in campo informatico. Fin qui nulla di speciale. Ma Andrea e Sabrina hanno scelto di adottare alcuni comportamenti che non sono affatto diffusi. E questo rende la loro famiglia davvero speciale. La loro esperienza diventa visibile grazie a un sito (Vivere Semplice) che racconta la loro vita e le loro scelte. Iniziamo dai giocattoli. Per i figli (Lorenzopedro e Zeno, di 4 e 2 anni) ecco che i nostri amici iniziano a distinguersi dalla folla: li costruiscono con le loro mani, utilizzando in gran parte materiali di riciclo. In questo modo i bambini attribuiscono ai giocattoli un valore diverso. Su questo tema segnalo l’articolo Perché i bambini vanno pazzi per i gormiti. Capitolo alimentazione: qui niente merendine preconfezionate e quando possibile il pane si fa in casa. Un articolo spiega: Perché mangiamo biologico. E la Tv? Niente ovviamente. Solo dvd scelti da vedere al computer.

Uno degli slogan amati dai nostri amici è Vivere semplice e spregiudicato, dove (come loro stessi spiegano nel sito) per spregiudicato si intende persona che tenta di operare in assenza di pregiudizi.non giudicare, non farsi influenzare dai luoghi comuni, da cosa pensano gli altri, ma anche lasciare che sia, “arrendersi” nel senso di essere flessibili, inflettersi per ogni verso senza spezzarsi, e anche accettare tutto ciò che arriva con animo ben disposto, essere liquidi, sapersi adattare al cambiamento e alle diversità, non essere rigidi, saper passare la palla, delegare, smettere di giudicare ciò che è giusto e sbagliato. E anche, in senso più esteso, non accanirsi contro.

Io non amo attribuire etichette alle persone, ma a volte accostare delle parole a dei comportamenti aiuta a capire. Per questo l’esperienza di vita di Andrea e Sabrina potrebbe essere ricondotta al termine downshifting. Andrea Fannini spiega che questa parola fu coniata nel 1994 dal Trends Research Institute “per indicare il fenomeno di quelle donne e di quegli uomini che rinunciavano parzialmente (o totalmente) alla propria carriera lavorativa, al successo, al denaro, per avere in cambio maggiore tempo a disposizione da dedicare ai propri interessi privati familiari. Per il New Oxford Dictionary significa “scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale”. Più in generale si definisce una persona downshifter quella che adotta un modo di vivere poco frenetico, più rilassato, maggiormente rivolto alla sfera degli interessi personali.”

Il sito Vivere semplice ha vinto il 5° premio per i contenuti digitali nella sezione e-learning dell’ Electronic Content Award Italy 2007.

Andrea Mameli, foresta di Pixinamanna, Pula (Cagliari).



Le mani e la mente
Novembre 23, 2007, 2:08 pm
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A Città della scienza, ci sono due aree interamente dedicate ai bambini - le officine dei piccoli. In una delle due, si possono ammirare i risultati di un laboratorio nel quale i bambini costruiscono con materiali di recupero. Gli oggetti realizzati sono belli. Ma ancor più interessante è la filosofia di imparare facendo e di fare riusando. Dietro c’è una sorta di legge virtuosa della conservazione degli oggetti: dove si può bisogna imparare a vedere le cose sotto un’altra luce per trasformare l’inutile in altrimenti-utilizzabile.

(danielegouthier)



File scomposte, raccolte indigeste.
Ottobre 18, 2007, 7:44 am
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Squilla la campanella. Tutti si precipitano sui pochi gradini che separano l’ingresso della scuola elementare dall’andito principale. Bambini e bambine in grembiule, quelli di prima accompagnati da mamme o papà, dalla seconda in poi da soli. Quasi tutti trascinano un piccolo trolley, determinando ulteriore confusione dato che lo zainetto a ruote aimé non è fedele come Fido e soprattutto non ha occhi per vedere i piedi degli altri. Zainetti a baricentro basso il peso aumenta proporzionalmente con la classe (la classe scolastica intendo!). La massa umana scema in due, tre minuti. Quanto basta per incontrarla contromano, se sei una mamma o un papà di scolaro o scolara di prima. E l’incontro ti regala altre emozioni: nessuno (infante o adulto che sia) ti cede il passo, nessuno si scosta, e i trolley, stavolta fedeli, contribuiscono al flusso contrario. Da poco meno di un mese assisto quotidianamente a questa scena, che me ne ricorda altre nelle quali sono protagonisti solo i papà e le mamme, a volte anche i nonni e le nonne (nei supermercati, alla Posta, nel traffico urbano, eccetera) e ho pensato: vuoi vedere che il morbo della fila scomposta ha qualche connessione con quello della raccolta indigesta? Mi sbaglierò, ma nutro il sospetto che se (laddove) la raccolta è INdifferenziata forse qualche elemento comune con questa INeducazione alla fila ordinata c’è.

Andrea Mameli (Cagliari, 18 ottobre 2007)



Le salvi chi può
Ottobre 9, 2007, 11:31 pm
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Aprirà a Roma la prima mostra di sensibilizzazione mai realizzata in Italiasul tema del corretto utilizzo di legno, carta e derivati: Le salvi chi può.

La distruzione delle ultime grandi foreste primarie procede, a ritmi sempre più preoccupanti, anche grazie alla mancanza di consapevolezza tanto degli adulti che delle nuove generazioni: non tutti sanno che grandi quantità di legno (più o meno pregiato) destinate ai mercati dei Paesi del Primo Mondo vengono sottratte a ecosistemi che, spesso, non riusciranno neppure a rigenerarsi. Le conseguenze di tanta devastazione hanno ricadute drammatiche, come la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie animali e vegetali, ma anche pesanti ripercussioni sulle popolazioni indigene.

Il progetto della mostra, da un’idea dell’Associazione Melacotogna, nasce in collaborazione con Greenpeace, Gruppo FSC-Italia (Forest Stewardship Council) e il Comune di Roma. La mostra si svolgerà nella Capitale dal 25 al 29 ottobre 2007, in pieno centro città, all’interno della suggestiva Arancera dell’Assessorato alle Politiche ambientali e Agricole del Comune di Roma.

Durante il percorso, i ragazzi saranno dapprima immersi in una foresta tropicale ricostruita all’interno della serra (con uno spazio dedicato alle popolazioni indigene che vivono in equilibrio con il proprio habitat), per poi passare in un’area ricca di pannelli con foto sulle diverse foreste del mondo. Nell’ambiente successivo, si troveranno in una desolante ricostruzione di una foresta distrutta (con video proiezioni) per arrivare infine a individuare quali siano i comportamenti corretti da mettere in atto per garantire la sopravvivenza delle foreste primarie.

Lo scopo è di far comprendere come ciascuno possa contribuire attivamente ogni giorno alla corretta gestione e alla salvaguardia delle foreste, attraverso piccoli ma significativi gesti quotidiani. Come, ad esempio, la scelta di materiali prodotti nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici.

Tutto questo viene prima dei rifiuti, molto prima. Ma il discorso è lo stesso, eccome!

Info: Le salvi chi può resterà aperta dal 26 al 29 ottobre 2007
presso l’Arancera dell’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole
del Comune di Roma - Servizio Giardini
Via di Valle delle Camene, 11 - Roma
Orari: dalle 10 alle 18 - INGRESSO LIBERO

Per visite guidate: Associazione Praticamente
Sara Ponzi: cell. 335 6879737 - info@acpraticamente.it

(danielegouthier)



Stazione pulita e pure no smoking
Ottobre 3, 2007, 10:50 pm
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Ho viaggiato in treno oggi - per inciso due treni entrambi puntuali. E dal momento che le cose eccezionali non vengono mai sole, al binario di Mestre ho trovato numerosi esemplari (cineuq? cinque! almeno) di terzine di sacchi per la raccolta differenziata: carta, plastica e di tutto un po’. Non solo: sono comparsi pure dei moderni portacenere con icone belle e accattivanti. Di più: tra le pubblicità che da qualche tempo allietano il visitatore delle grandi stazioni, una inneggiava al non-fumo nelle stazioni.

Poi sono arrivato a Milano e a Lambrate mi è capitato di sentire - con le orecchie mie di me medesimo - che “in tutti i locali della stazione è vietato fumare. Tranne che ai binari dove sono collocati appositi portacenere”.

Una buona giornata, non c’è che dire.

(danielegouthier)