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Archive for the ‘riciclo’ Category

maglia gialla brasile 2010 in poliestere riciclato

maglia 2010 in poliestere riciclato

Alcune nazionali che partecipano ai Mondiali di Calcio indosseranno bottiglie di plastica. Sono le squadre che adottano la Nike come fornitore: maglietta e calzoncini sono interamente realizzate in poliestere riciclato. Ogni maglia è prodotta con la plastica di 8 bottiglie.

Con questo processo non solo si evita l’utilizzo di poliestere vergine ma si riduce il consumo di energia del 30%. L’impiego di poliestere riciclato, secondo la casa statunitense, permetterà di far uscire dal ciclo dei rifiuti 13 milioni di bottiglie di plastica, per un totale di 254 tonnellate di poliestere. Una quantità di bottiglie che, se messe in fila, coprirebbero oltre 3.000 chilometri.

(Andrea Mameli, Cagliari, 16 giugno 2010)

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Anna Bullus e il suo porta chewing-gum

Anna Bullus è una creativa di Brighton e mentre camminava per le strade della sua città ha notato tutte quelle sgradevoli macchie rosa (tendenti al nero) sui marciapiedi. Ha deciso di “metterci mano” e sprezzante del disgusto ha capito (in laboratorio) cosa farne.

La gomma da masticare può essere completamente riciclata fino a diventare una plastica molto versatile.

La prima creazione della nostra designer è stata un porta chewing-gum da mettere nelle strade in modo che lì possano essere sputati i fastidiosi avanzi della nostra masticazione.

Una volta pieno il porta chewing-gum viene ritirato e contenuto e contenitore vengono riciclati assieme per fare della nuova plastica.

Non male, no? Quando li vedremo anche in Italia?

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I Compact Disk, meglio conosciuti col nome di CD, sono fra gli oggetti che stuzzicano maggiormente la fantasia degli artisti del riciclo.  Spulciando qua e là nel web, e districandoci fra blog e siti che si occupano di riciclo e sostenibilità ambientale, possiamo trovare molti esempi di oggetti creati con CD usati e quindi non più adatti alla loro funzione originaria. Il sempre ottimo www.greenme.it ci suggerisce addirittura 5 diversi modi per riciclare al meglio i nostri CD: un poggia-cellulare, un fornello solare, una targa personalizzata per la propria bicicletta, una lampada e addirittura un ventilatore!  Su www.paneamoreecreativita.it si propone invece di usare i vecchi CD come spaventapasseri per il proprio orto (soluzione già vista personalmente all’ingresso di AREA Science Park di Trieste). Infine, per i più creativi artisti del riciclo, i CD possono rappresentare anche una fonte preziosa, e soprattutto luminosa, per arredare le nostre case. A tal proposito Il sito www.genitronsviluppo.com ci mostra splendidi lampadari di CD usati, creati da due bravissimi eco designer: guardare per illuminarsi gli occhi!

(Gianluca Carta, 13/05/2010)

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Rilancio dal sempre ottimo Marraiafura la notizia che si estende la rete italiana dei Centri per il riciclaggio creativo. Sono laboratori dove portare gli oggetti che non servono più e Remida dà loro nuova vita trasformandoli in strumenti didattici. Speriamo che si moltiplichino anche in altre realtà.

(danielegouthier)

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A Pasqua, si sa, è meglio mettere da parte bilance e progetti di dieta: saremo inevitabilmente circondati da leccornie di ogni tipo e migliaia di calorie presentate sotto forma di dolci gustosi e allettanti. Ben 365 milioni saranno le uova utilizzate a scopo culinario. E a noi, amanti del riciclo, non poteva sfuggire un importante particolare: i moltissimi contenitori che – purtroppo – rischiano di terminare la loro vita una volta privati dell’ultimo uovo che racchiudevano. Possiamo fare qualcosa per venire incontro alla nostra smania di riciclo? La risposta è ovviamente affermativa… Ed in tanti modi possibili, per giunta! Il blog www.ecozoom.tv ci suggerisce come dare nuova vita ai nostri contenitori di uova: si parte dalla creazione di portagioielli e vasi di fiori, fino ad arrivare agli stampi per i cioccolatini. Per chi invece fosse in possesso di una maggiore manualità lo stesso sito ci consiglia come realizzare bellissimi ciclamini o addirittura un originalissimo mini-erbaio. Inoltre le cartelle d’uova, indipendentemente dalla Pasqua, sono sempre state d’aiuto agli amici musicisti per la realizzazione, a costo zero, di sale-prova per poter suonare senza assordarsi i timpani. I poteri fonoassorbenti di tali contenitori sono noti a tutti e così, integrando questi con vecchia moquette e cartone, migliaia di persone hanno potuto soddisfare la propria passione per la musica senza nessuna spesa.

La Pasqua è quindi un’occasione per tutti: per i musicisti che possono collezionare in pochi giorni tutti i contenitori d’uova a loro necessari per la propria sala, ma anche per tutti noi che abbiamo la possibilità di realizzare tanti piccoli oggetti carini e riciclati, dando così un senso “ecologico” ai chili in più che avremo dopo le festività. E buone uova (anche di cioccolato) a tutti!

(Gianluca Carta, 28/03/2010)

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Forse non è ancora abbastanza economica, forse una qualche pruderie ne limiterà la diffusione, ma tendo a immaginare che una macchina da ufficio che trasforma fogli A4 in carta igienica potrebbe avere un suo perché.

Riesco a immaginare chiunque abbia dei documenti da distruggere (e temo che la categoria sia ben popolata) lì intento a prendersene cura risparmiando anche sulle spese di “gestione”.

Al di là degli usi degeneri, è indubbio che una macchina che prende quaranta fogli, dell’acqua e produce un rotolo di carta igienica, sarebbe un ottimo strumento in tutti gli uffici.

Forti questi giapponesi.

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Raccontare storie di rifiuti implica la meticolosa osservazione della monnezza quotidiana, pensando a come poterle concedere una seconda vita e, nel contempo, documentarsi su come altre persone esprimono la loro personale arte del riciclo. Ed è così che  stamattina l’occhio si è posato su uno dei  rifiuti più difficili da smaltire: il pacchetto delle sigarette. Difficile non perché sia composto da chissà quale materiale specifico, ma perché esso andrebbe scomposto e gettato in quattro diversi contenitori: la parte esterna dovrebbe andare in un contenitore per la plastica, il pacchetto di cartoncino andrebbe gettato nel cassonetto per la carta, la carta stagnola che racchiude le sigarette dovrebbe finire nel contenitore per l’alluminio e infine la cicca va buttata nell’indifferenziata. Tutta questo “smembramento”, unito al fatto che il vizio rende l’uomo ulteriormente pigro, fa sì che nella stragrande maggior parte dei casi il pacchetto di sigarette venga gettato per intero nell’indifferenziata, negando così a tutti i suoi componenti la possibilità di essere riciclati. Stranamente questa volta il magico mondo del web non  è venuto incontro alle mie esigenze e mi ha lasciato con un pugno di mosche: nessuna notizia di riciclaggio creativo delle sigarette, salvo un video sui trasformers fatti con un singolo pacchetto ( http://www.toysblog.it/post/2357/i-pacchetti-di-sigarette-diventano…-transformers ).  Fortunatamente dopo vari tentativi andati a vuoto, mi accorgo di avere la soluzione a portata di mano anzi… di blog! Ebbene sì, signore e signori… Oggi andremo alla scoperta dello Ciga-robot, un pupazzo composto da pacchetti di sigarette, ideato e realizzato niente di meno che da Andrea Mameli, firma stabile di questo blog!  Abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea per capire meglio come si è giunti alla realizzazione del Ciga-robot.

Andrea, ma come ti è venuta l’idea di costruire un pupazzo di pacchetti di sigarette?

“La lampadina si è accesa vedendo su Pinkaro ( www.pinkaro.it ) i lavori di Augustine Okubo con materiali poveri come barattoli, scatole e altro ancora. Ho pensato che anche il rifiuto del più futile e nocivo delle scorie da consumismo, ovvero i pacchetti di sigarette, potesse rappresentare una base di lavoro significativa. Sono ossessionato fin da bambino dalla perdita nei rifiuti di confezioni e pezzi di oggetti che secondo me non hanno finito la loro vita: mi riferisco a scatole colorate con la superficie intatta, ma anche parti di computer lucenti, plastiche intonse, parti di penne in splendido acciaio inox, molle efficienti e apparentemente nuovissime. Inoltre desideravo mostrare ai miei figli, Luca e Marco, che si possono fare cose carine anche senza essere artisti celebrati o artigiani conclamati.”

Quanti pacchetti hai utilizzato? E quanto tempo ha richiesto la creazione di Ciga-robot?

“Ho usato un centinaio di pacchetti ottenuti da una mia collega e da mia moglie. La raccolta potrebbe essere durata mesi ma non ho tenuto il conteggio del tempo. La costruzione si è invece consumata in quattro ore divise in due sere: colla a caldo, spago e qualche pezzo di cilindro di cartone assieme alle coloratissime confezioni di sigarette.”

Qual è stato il destino di Ciga-robot?

“Dopo due mesi di esposizione nei luoghi pubblici e a casa mia il Ciga-robot ha avuto la fine che meritava: con l’aiuto dei bambini ho smembrato il suo corpo e ho donato gli organi al grande Augustine. Mi sono divertito molto sia a crearlo sia a distruggerlo e se devo essere onesto lo rifarei!”

Vi abbiamo appena raccontato la storia di Ciga-robot, il supereroe dei rifiuti. Riuscirà qualcuno a ricomporlo? Provateci gente, avrete un nuovo amico ed eviterete un’inutile fine a centinaia di pacchetti di sigarette!

(Gianluca Carta, 07/03/2010)

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