La casa del futuro
A Conegliano (TV) ha sede la Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale), il locale consorzio che gestisce i rifiuti.
E la Savno, il 30 maggio, ha inaugurato la sua nuova sede: il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d’Italia.
Due piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l’edificio è stato realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio, metallo riciclato e riciclabile all’infinito e soprattutto non dannoso per l’uomo, che ne compone la struttura portante.
Dal recupero delle bottiglie in Pet provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l’isolamento termo-acustico della struttura. Si tratta di fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, “termolegati” cioè privi di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio. (continua…)
Ma che rifiuti d’Egitto!
Dice l’ingegnere olandese Roelof Schuiling del centro di ricerca nazionale sulla geochimica che le piramidi sono ovunque un’attrazione che piace ai turisti: dall’Egitto ai Maya. Piramidi moderne potrebbero attrarre verso le città moderne frotte di moderni turisti.
Dice anche che il problema dei rifiuti è IL problema. Non solo in Europa, Italia, Napoli. Ma all over the world.
E fa due più due, dal suo punto di vista, che è quello della geochimica.
Dice l’ingegner Schuiling che si potrebbero prendere i rifiuti mischiarli al cemento e farci un bel materiale solido e versatile.
Certo, forse non vorremmo avere le nostre case, scuole, ospedali costruite con ‘a monnezza. Ma forse potremmo accettare di erigere delle fantastiche piramide che attirino turisti nelle nostre città
In fondo il faraone era il motore dell’economia e della società egiziana, era croce e delizia dei suoi sudditi. Non molto diversamente dai rifiuti (pardon, consumi) che muovono la nostra economia e la nostra società. Che certamente ci deliziano e che oggi sembrano proprio metterci in croce.
Proposta paradossalmente credibile e realistica.
PS: vedo nell’idea delle piramidi anche un elemento etico. Ci sarebbe il fatto non trascurabile che i rifiuti rimarrebbero vicino a chi li produce (chi vorrebbe privarsi di cotanta attrazione turistica?) e non avremmo gli indegni e illegali girovagare che caratterizzano oggi la situazione italiana.
(danielegouthier)
Dai diamanti non nasce niente, dai metalli nascono i fior…
Chi conosce la pericolosità dei metalli pesanti e le enormi difficoltà che si incontrano quando si intende procedere alla bonifica di un terreno contaminato comprende l’enorme importanza di iniziative come quella che è stata appena appena annunciata a Cagliari.
I metalli pesanti, come il cadmio, il piombo e il mercurio sono sostanze inquinanti spesso presenti nell’aria come risultato di diversi tipi di attività industriale. Anche quando la loro concentrazione nell’atmosfera è bassa, si possono accumulare nel terreno entrando nella catena alimentare (sia via terra che via acqua). All’esposizione ai metalli pesanti sono associati molteplici effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e dello sviluppo, etc. [Fonte: Istituto superiore di sanità, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, 10 aprile 2008]
Lo spin-off dell’Università di Cagliari I.M. Innovative Materials Srl la scorsa settimana ha depositato un brevetto nazionale dal titolo: “Procedimento per l’immobilizzazione di metalli pesanti presenti in suoli naturali, residui e scarti di lavorazione”. Si tratta di un procedimento di immobilizzazione dei metalli pesanti presenti in suoli naturali basato sull’applicazione di trattamenti meccanici. Il procedimento di immobilizzazione è applicabile a residui e scarti di lavorazione contenenti metalli pesanti. Le applicazioni pratiche del brevetto depositato riguardano il possibile disinquinamento di siti minerari dismessi e l’immobilizzazione di metalli pesanti contenuti ad esempio negli scarti degli impianti di incenerimento. La società I.M. Srl, costituita nel febbraio 2007 con lo scopo di svolgere attività di ricerca, di sperimentazione, ideazione, sintesi, produzione, realizzazione, trasformazione, impiego, e commercializzazione, nel settore pubblico e in quello privato, di materiali di qualunque tipo e dimensione a carattere innovativo per settori dell’aeronautica, dell’aerospazio, dei trasporti, dell’energia e delle infrastrutture, collabora attivamente per lo sviluppo delle proprie attività con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali dell’ Università di Cagliari, il Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali dell’Università di Cagliari, il CRS4 Programma Ambiente ed Energia, il Laboratorio di Cagliari del Consorzio Interuniversitario Nazionale “La Chimica per l’Ambiente”, il Centro Lince del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali e l’unità di Cagliari del Dipartimento Energia e Trasporti del Consiglio Nazionale delle Ricerche. [Fonte: Ufficio Stampa Università di Cagliari, 17 aprile 2008]
Vivere semplice, vivere sano.
Andrea e Sabrina sono giovani genitori. Vivono in un appartamento a Roma e lavorano in campo informatico. Fin qui nulla di speciale. Ma Andrea e Sabrina hanno scelto di adottare alcuni comportamenti che non sono affatto diffusi. E questo rende la loro famiglia davvero speciale. La loro esperienza diventa visibile grazie a un sito (Vivere Semplice) che racconta la loro vita e le loro scelte. Iniziamo dai giocattoli. Per i figli (Lorenzopedro e Zeno, di 4 e 2 anni) ecco che i nostri amici iniziano a distinguersi dalla folla: li costruiscono con le loro mani, utilizzando in gran parte materiali di riciclo. In questo modo i bambini attribuiscono ai giocattoli un valore diverso. Su questo tema segnalo l’articolo Perché i bambini vanno pazzi per i gormiti. Capitolo alimentazione: qui niente merendine preconfezionate e quando possibile il pane si fa in casa. Un articolo spiega: Perché mangiamo biologico. E la Tv? Niente ovviamente. Solo dvd scelti da vedere al computer.
Uno degli slogan amati dai nostri amici è Vivere semplice e spregiudicato, dove (come loro stessi spiegano nel sito) per spregiudicato si intende persona che tenta di operare in assenza di pregiudizi.non giudicare, non farsi influenzare dai luoghi comuni, da cosa pensano gli altri, ma anche lasciare che sia, “arrendersi” nel senso di essere flessibili, inflettersi per ogni verso senza spezzarsi, e anche accettare tutto ciò che arriva con animo ben disposto, essere liquidi, sapersi adattare al cambiamento e alle diversità, non essere rigidi, saper passare la palla, delegare, smettere di giudicare ciò che è giusto e sbagliato. E anche, in senso più esteso, non accanirsi contro.
Io non amo attribuire etichette alle persone, ma a volte accostare delle parole a dei comportamenti aiuta a capire. Per questo l’esperienza di vita di Andrea e Sabrina potrebbe essere ricondotta al termine downshifting. Andrea Fannini spiega che questa parola fu coniata nel 1994 dal Trends Research Institute “per indicare il fenomeno di quelle donne e di quegli uomini che rinunciavano parzialmente (o totalmente) alla propria carriera lavorativa, al successo, al denaro, per avere in cambio maggiore tempo a disposizione da dedicare ai propri interessi privati familiari. Per il New Oxford Dictionary significa “scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale”. Più in generale si definisce una persona downshifter quella che adotta un modo di vivere poco frenetico, più rilassato, maggiormente rivolto alla sfera degli interessi personali.”
Il sito Vivere semplice ha vinto il 5° premio per i contenuti digitali nella sezione e-learning dell’ Electronic Content Award Italy 2007.
Andrea Mameli, foresta di Pixinamanna, Pula (Cagliari).
Costruzioni vegetali che fioriscono
Immaginiamo di dover ornare una bella rotatoria, di quelle che nascono in ogni angolo d’Italia (e d’Europa) oppure una piazza o anche solo una grossa aiuola. Oppure abbiamo l’incarico di allestire un angolo di giochi per bambini in un parco cittadino. Possiamo scegliere fra migliaia di combinazioni di materiali e tra numerose soluzioni architettoniche e stilistiche. Ma solo una scelta avrà il sapore della totale riusabilità, anzi nientemeno che della nuova vita. Questa scelta, poco nota in Italia, ma discretamente diffusa in Francia e in Spagna, viene chiamata tecnica della pianta viva o (in omaggio al vegetale più usato: Salix Viminalis) allestimento in salice vivo. Lo ha spiegato Joan Farré i Oliver a Cesena, nel corso di un seminario tenutosi giovedì 29 novembre 2007 all’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate. L’artigiano catalano, ospite dei fratelli Zavalloni (ideatori e curatori dell’Ecoistituto) ha illustrato le metodiche di coltura del salice (da cui si ricavano pali alti anche 3 metri, di modellazione e di messa a dimora, mostrando le immagini di alcune strutture intrecciate che dopo pochi mesi sono fiorite abbondantemente. Joan Farré i Oliver, dopo 25 trascorsi a creare cestini di vimini tradizionali e innovativi, ha fondato l’impresa Pont de Queros con la quale realizza grandi forme vive.
(danielegouthier)
Le mani e la mente
A Città della scienza, ci sono due aree interamente dedicate ai bambini - le officine dei piccoli. In una delle due, si possono ammirare i risultati di un laboratorio nel quale i bambini costruiscono con materiali di recupero. Gli oggetti realizzati sono belli. Ma ancor più interessante è la filosofia di imparare facendo e di fare riusando. Dietro c’è una sorta di legge virtuosa della conservazione degli oggetti: dove si può bisogna imparare a vedere le cose sotto un’altra luce per trasformare l’inutile in altrimenti-utilizzabile.
(danielegouthier)
Un cimitero per gli elettrodomestici
Noi siamo fortunati e tra le altre cose abbiamo una bella e vasta cantina nella quale ineluttabilmente - quasi fosse una legge di natura - le cose si accumulano.
Si accumulano in particolare i piccoli elettrodomestici rotti, i vecchi computer in disuso e tutto ciò che si spera domani possa avere un qualche riuso. Ma non è mai così, alla fine.
In ogni caso, se anche uno non fosse affetto dalla speranza di riusare l’inutilizzabile, qual è l’alternativa?
La legge, credo (?!?), dice che quando compri un elettrodomestico il venditore deve ritirare il cadavere di quello vecchio. Ma poi scopri che ti chiedono 15 euro per il trasporto, o addirittura non lo fanno o in ogni caso è qualcosa che si applica solo per gli elettrodomestici grandi (frigo, congelatori, televisori, fornelli ecc.). Quando ne muore uno piccolino (telefono, tostapane, macchina per l’espresso), tu vai a comprarne un altro e mica ti porti dietro il vecchio da smaltire. Così finisce in cantina.
E quando viene la sacrosanta stagione di svuotare la cantina? Che te ne fai? Dov’è il cimitero dei piccoli elettrodomestici?
Mi sa che è un luogo mitico come il cimitero degli elefanti.
(danielegouthier)
L’ecomondo di Caterpillar
Quelli di Caterpillar, si sa, all’ambiente ci tengono. Non per niente sono i promotori di “M’illumino di meno“. Questa volta, capita che il 7 novembre la loro inviata Laura Troja vada a Ecomondo, la manifestazione dei rifiuti.
O, per dirla con parole un po’ più altisonanti: la manifestazione per governare la complessità ambientale; per rendere i processi e le attività sostenibili, attraverso norme, tecnologie, procedure di controllo semplici ma efficaci; per valorizzare le risorse naturali, il riciclo dei rifiuti e il recupero di materiali ed energia.
Per chi vuole riciclare e riusare, Rimini è la terra promessa, almeno sino a sabato 10 novembre. E soprattutto se a volerlo fare è un comune, una provincia, una regione o un ente di qualche genere.
Insomma, è un approccio al problema dall’alto al basso, e che quindi va nel verso opposto di quello che cerca di dire “Tutti giù per terra”, ma non è un buon motivo per ignorarlo.
(danielegouthier)
Svestire il vestiario
Non so se ve l’ho già detto, ma dopo l’estate mia moglie e io ci siamo dati un compito: ogni settimana si riordina da cima a fondo una stanza di casa. Come dicevo in famiglia siamo sette, le stanze vanno in proporzione, e così questa è una vera e propria campagna d’autunno, dal sapore vagamente quinquennale. (Cinque anni fa c’era stato un trasloco).
Potete immaginare che una simile campagna generi una certa dose quantità di rifiuti. Ed è così. Di ogni cosa passa per le mani ci chiediamo: ci serve? lo conserviamo comunque? serve a qualcun altro? lo regaliamo? lo buttiamo?
Oggi prima di pranzo, sono andato assieme a 5-anni a portare via letteralmente una carriola di vestiti-stracci-stoffe in stato dignitoso ma a nostro parere inutili - per noi - e che speriamo utilizzabili da altri. In queste zone, la meta è un cassonetto giallo della Caritas spesso pieno.
Perché è pieno?
Perché è un’associazione di volontariato che fa quello che riesce e raccoglie quando può.
Perché non ha così tante richieste di stracci vecchi.
Perché siamo in tanti a liberarci di stracci vecchi, avendo un flusso di vestiario in entrata veramente eccessivo.
Ovviamente non ho la risposta. Sarà un giusto equilibrio tra questo, quello e quell’altro. In ogni caso quando vado a lasciare là vestiti-stracci-stoffe, mi chiedo sempre se è la loro giusta fine o se non era meglio farli circolare ancora passandogli agli amici e agli amici-degli-amici e agli amici-degli-amici-degli-amici. Insomma, sono tornato a casa con 5-anni che se la godeva in carriola ma con un minimo di insoddisfazione per il gesto compiuto.
(danielegouthier)