Tutti giù per terra (storie di rifiuti)


La casa del futuro
Giugno 8, 2008, 10:51 am
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A Conegliano (TV) ha sede la Savno (Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale), il locale consorzio che gestisce i rifiuti.

E la Savno, il 30 maggio, ha inaugurato la sua nuova sede: il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d’Italia.

Due piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l’edificio è stato realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio, metallo riciclato e riciclabile all’infinito e soprattutto non dannoso per l’uomo, che ne compone la struttura portante.

Dal recupero delle bottiglie in Pet provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l’isolamento termo-acustico della struttura. Si tratta di fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, “termolegati” cioè privi di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio. (continua…)



Ma che rifiuti d’Egitto!
Giugno 6, 2008, 8:33 am
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Dice l’ingegnere olandese Roelof Schuiling del centro di ricerca nazionale sulla geochimica che le piramidi sono ovunque un’attrazione che piace ai turisti: dall’Egitto ai Maya. Piramidi moderne potrebbero attrarre verso le città moderne frotte di moderni turisti.

Dice anche che il problema dei rifiuti è IL problema. Non solo in Europa, Italia, Napoli. Ma all over the world.

E fa due più due, dal suo punto di vista, che è quello della geochimica.

Dice l’ingegner Schuiling che si potrebbero prendere i rifiuti mischiarli al cemento e farci un bel materiale solido e versatile.

Certo, forse non vorremmo avere le nostre case, scuole, ospedali costruite con ‘a monnezza. Ma forse potremmo accettare di erigere delle fantastiche piramide che attirino turisti nelle nostre città

In fondo il faraone era il motore dell’economia e della società egiziana, era croce e delizia dei suoi sudditi. Non molto diversamente dai rifiuti (pardon, consumi) che muovono la nostra economia e la nostra società. Che certamente ci deliziano e che oggi sembrano proprio metterci in croce.

Proposta paradossalmente credibile e realistica.

PS: vedo nell’idea delle piramidi anche un elemento etico. Ci sarebbe il fatto non trascurabile che i rifiuti rimarrebbero vicino a chi li produce (chi vorrebbe privarsi di cotanta attrazione turistica?) e non avremmo gli indegni e illegali girovagare che caratterizzano oggi la situazione italiana.

(danielegouthier)



Netturbino a Napoli
Marzo 27, 2008, 5:51 pm
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Mattina di Pasqua a Napoli.

Via dei Tribunali. Piove. Piove. Piove. Come nel resto d’Italia, credo.

C’è un portico e sotto il portico un netturbino napoletano con pettorina arancione fosforescente appoggiato a una scopa verde acida. Il suo bidone con le ruote è fermo poco più in là.

E il netturbino legge, assorto e compreso.

Non è una brutta immagine e per di più ci racconta molto: del fatto che lavorano anche a Pasqua, che hanno un livello culturale almeno medio alto (leggono!), che lavorare stanca e che c’è poca consapevolezza – anche oggi – che quello è un lavoro da fare a testa alta e indefessamente, per non lasciare spazio a polemiche, critiche e accuse generalizzate.

Ma questi pensieri mi sono venuti dopo. Lì sotto la pioggia mi son detto che era proprio una bella scenetta, molto “napoletana” e molto moderna.



Vigilanti ecologici a Mumbai
Febbraio 26, 2008, 1:00 pm
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mumbai-gateway.jpgL’India è spesso un paese sorprendente, almeno per me. Sono stato a Delhi e Mumbai e nient’altro. In entrambe le città ho visto rifiuti ovunque e mi è stato detto che gran parte del problema viene risolto dai poveri che raccolgono chi le lattine, chi la carte, chi la plastica … e le vendono a microsocietà che ne fanno uso e riuso. Spontaneo e caotico ma comunque in qualche modo funzionante – dico in qualche modo perché questa politica non evita enormi quantità d’immondizie un po’ ovunque. Era il 1999.

Oggi mi capita di sentire a Radio Rai 1, che la città di Mumbai – dicesi 23 milioni di abitanti – ha istituito la figura di un apposito vigilante che multa chi disperde immondizia: dallo sputo alla cartaccia, alla carcassa di automobile o di animale. Le indicazioni? Inflessibilità nelle zone finanziarie e internazionali della città; educazione in quelle poverissime dove i cittadini vanno guidati verso comportamenti più economici ed ecologici, senza vessarli.

Obiettivo: avere un vigilante ecologico ogni 500 abitanti nel 2010.

Motivazioni: 1) non si può andare avanti così; 2) gestire bene i rifiuti conviene.

A me viene il suggerimento di osservare come va e poi se è il caso di importare in Italia una buona pratica.

(danielegouthier)



L’orrido gerbido
Febbraio 9, 2008, 6:23 pm
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Capita che dietro casa nostra ci sia un gerbido, come mi piace chiamare quell’appezzamento abbandonato in preda ai rovi e al caos. E capita che pur sollecitati i proprietari non ritengano di doverlo pulire. La conseguenza è che rovi e disordine invadono il mio normalmente ordinato giardino.

Così, da qualche tempo, tre quattro volte a inverno ci passo un paio d’ore a pulire, tagliare, sistemare. In genere lo faccio con qualche figlio. Oggi, la prima volta del 2008, è stata con me 9-anni.

Mi godo anche la cosa, è piuttosto igienico, prendo aria buona, chiacchiero, mi rilasso. Ma. Ma … Ma non mi torna questo strano rapporto col territorio che abbiamo, anche con quelle piccole parti di territorio delle quali rispondiamo per dovere di proprietà. Mi sa che quest’incuria, questa disattenzione, questo disinteresse, sono gli stessi delle monnezze campane, della non voglia di riciclare, del “gettare via” come soluzione alle cose.

L’alternativa è spendere del tempo, e spenderlo per i posti che ci stanno più vicini, riordinandoli e rendendoli visibili. Possibilmente senza spostare lo sporco e il caos nel giardino altrui – metaforicamente parlando. Ma anche rivendicando il diritto che altri non ce lo spostino nel nostro.

Sarebbe tanto sbagliato che ciascuno di noi dedicasse 10 ore all’anno al proprio territorio? Non sarebbe una soluzione ai problemi ma sicuramente vorrebbe dire gettare un nuovo sguardo sulle cose.

Forse se non ci proponessero sempre e solo di contribuire al b bene comune con i soldi (tasse) ma anche con un po’ del nostro tempo, ne uscirebbe qualcosa di buono.

(danielegouthier)



L’ecomondo di Caterpillar
Novembre 8, 2007, 6:58 pm
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Quelli di Caterpillar, si sa, all’ambiente ci tengono. Non per niente sono i promotori di “M’illumino di meno“. Questa volta, capita che il 7 novembre la loro inviata Laura Troja vada a Ecomondo, la manifestazione dei rifiuti.

O, per dirla con parole un po’ più altisonanti: la manifestazione per governare la complessità ambientale; per rendere i processi e le attività sostenibili, attraverso norme, tecnologie, procedure di controllo semplici ma efficaci; per valorizzare le risorse naturali, il riciclo dei rifiuti e il recupero di materiali ed energia.

Per chi vuole riciclare e riusare, Rimini è la terra promessa, almeno sino a sabato 10 novembre. E soprattutto se a volerlo fare è un comune, una provincia, una regione o un ente di qualche genere.

Insomma, è un approccio al problema dall’alto al basso, e che quindi va nel verso opposto di quello che cerca di dire “Tutti giù per terra”, ma non è un buon motivo per ignorarlo.

(danielegouthier)



File scomposte, raccolte indigeste.
Ottobre 18, 2007, 7:44 am
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Squilla la campanella. Tutti si precipitano sui pochi gradini che separano l’ingresso della scuola elementare dall’andito principale. Bambini e bambine in grembiule, quelli di prima accompagnati da mamme o papà, dalla seconda in poi da soli. Quasi tutti trascinano un piccolo trolley, determinando ulteriore confusione dato che lo zainetto a ruote aimé non è fedele come Fido e soprattutto non ha occhi per vedere i piedi degli altri. Zainetti a baricentro basso il peso aumenta proporzionalmente con la classe (la classe scolastica intendo!). La massa umana scema in due, tre minuti. Quanto basta per incontrarla contromano, se sei una mamma o un papà di scolaro o scolara di prima. E l’incontro ti regala altre emozioni: nessuno (infante o adulto che sia) ti cede il passo, nessuno si scosta, e i trolley, stavolta fedeli, contribuiscono al flusso contrario. Da poco meno di un mese assisto quotidianamente a questa scena, che me ne ricorda altre nelle quali sono protagonisti solo i papà e le mamme, a volte anche i nonni e le nonne (nei supermercati, alla Posta, nel traffico urbano, eccetera) e ho pensato: vuoi vedere che il morbo della fila scomposta ha qualche connessione con quello della raccolta indigesta? Mi sbaglierò, ma nutro il sospetto che se (laddove) la raccolta è INdifferenziata forse qualche elemento comune con questa INeducazione alla fila ordinata c’è.

Andrea Mameli (Cagliari, 18 ottobre 2007)



Stazione pulita e pure no smoking
Ottobre 3, 2007, 10:50 pm
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Ho viaggiato in treno oggi – per inciso due treni entrambi puntuali. E dal momento che le cose eccezionali non vengono mai sole, al binario di Mestre ho trovato numerosi esemplari (cineuq? cinque! almeno) di terzine di sacchi per la raccolta differenziata: carta, plastica e di tutto un po’. Non solo: sono comparsi pure dei moderni portacenere con icone belle e accattivanti. Di più: tra le pubblicità che da qualche tempo allietano il visitatore delle grandi stazioni, una inneggiava al non-fumo nelle stazioni.

Poi sono arrivato a Milano e a Lambrate mi è capitato di sentire – con le orecchie mie di me medesimo – che “in tutti i locali della stazione è vietato fumare. Tranne che ai binari dove sono collocati appositi portacenere”.

Una buona giornata, non c’è che dire.

(danielegouthier)