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	<title>Commenti per Tutti giù per terra (storie di rifiuti)</title>
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		<title>Commenti su Qualche bit sui rifiuti di anna</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2009/09/18/qualche-bit-sui-rifiuti/#comment-98</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 17:10:09 +0000</pubDate>
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		<description>PLASTICA: QUANTO NE SAPPIAMO?

Ogni anno si producono in Italia circa 2.300 kilotonnellate (2.300.000 tonnellate) di imballaggi in plastica sotto forma di bottiglie, flaconi, pellicole in polietilene, vaschette, involucri in polistirole etc..
 Una volta utilizzata tale enorme massa di imballaggi dovrebbe prendere la via del riciclo. Secondo i dati forniti dal Conai e dal consorzio di settore Corepla viene riciclato circa il 60% degli imballaggi immessi sul mercato. Tale dato dato rappresenta la sommatoria dei rifiuti di imballaggio avviati al riciclo effettivo e quindi a divenire Materia Prima Seconda (circa il 30%) e di tutti quei rifiuti in plastica che possono essere riutilizzati solo per il recupero energetico sotto forma di combustibile per i termovalorizzatori. 
E’ evidente, come evidenziato anche dagli sforzi posti in essere dall’attività delle Commissione Europea nella promozione di nuove strategie comuni sulle materie prime, che ripensare il rifiuto in termini di “risorsa economica” implica la necessità di riformulare i criteri alla base della raccolta differenziata.
IL RIFIUTO: DA PROBLEMA A RISORSA.
Se si pensa il rifiuto in termini di MATERIA PRIMA SECONDA, la raccolta differenziata dovrà essere finalizzata all’ “estrazione” di tale materia prima e quindi improntata a criteri di economicità, efficienza e rimuneratività dell’attività svolta. In termini concreti: ottenere materiale per il riciclo di alta qualità economizzando al massimo i costi di raccolta e smistamento. 
Per quanto riguarda il recupero degli imballaggi in plastica, negli ultimi anni si è assistito al fenomeno opposto: l’aumento della raccolta differenziata ha comportato un notevole peggioramento della qualità dei rifiuti conferiti con conseguente aumento dei costi di smistamento. E’ evidente che invertire questa tendenza non può che tradursi in un notevole vantaggio per tutte le parti in causa: comuni, cittadini, intermediari incaricati della raccolta dei rifiuti e non ultimo l’AMBIENTE.
Il servizio di raccolta dei rifiuti rappresenta per i comuni un costo che ultimi riversano necessariamente  sui cittadini in termini di T.I.A. (Tariffa Igiene Ambientale) o T.A.R.S.U. (Tassa smaltimento Rifiuti Solidi Urbani). I rifiuti costituiti da imballaggi intercettati con la raccolta differenziata vengono  remunerati ai comuni secondo corrispettivi stabiliti dagli accordi ANCI-CONAI per le rispettive filiere (carta, plastica, alluminio etc) in base alla qualità del materiale raccolto dedotti i costi di ritiro,riciclo e recupero. 
Cosa significa questo? Limitiamoci alla plastica: per ogni tonnellata di plastica raccolta il comune può ricevere da un massimo di € 314,10 a tonnellata  in caso di raccolta finalizzata  di contenitori per liquidi (bottiglie in PET e flaconi in HDPE) ad un minimo di € 0 nel caso in cui la qualità del materiale conferito sia così bassa da comportare per il comune (e di conseguenza per i cittadini) soltanto l’addebito del costo di smaltimento. Aggiungiamo a quanto già esposto che nel caso della plastica il rapporto volume/peso del dei conferimenti è fortemente squilibrato a sfavore di quest’ultimo con conseguente aggravio dei costi relativi alla raccolta e delle emissioni di CO2  derivanti  dal numero di veicoli e di viaggi necessari per il ritiro nel caso di raccolta porta a porta.
Proprio per ovviare a questi inconvenienti e per offrire a tutti i soggetti coinvolti un prodotto utile, economico, semplice da utilizzare e gradevole a vedersi è nato il mini-compattatore domestico ECOPACK, brevettato, ecologico per i bassissimi consumi energetici che richiede e completamente FATTO IN ITALIA. Vediamone in sintesi i vantaggi:
	per il comune: riduzione dei volumi di bottiglie, flaconi, scatolette, lattine, contenitori in Tetrapak  = riduzione dei costi di raccolta e delle emissioni di CO2  = possibilità di riduzione della tariffa rifiuti a carico dei cittadini eventualmente incentivando la raccolta delle plastiche qualitativamente più remunerative;

	per i cittadini: riduzione degli ingombri dei materiali oggetto di raccolta differenziata che spesso costituiscono un notevole disagio, specialmente per chi vive in piccoli appartamenti, magari privi di balconi o di garage dove posizionare i contenitori per la differenziata; incentivazione alla differenziazione ed al riciclo di tutti quegli imballi che possono vivere una seconda vita, possibilità di pagare meno attuando semplicemente una raccolta consapevole  e di qualità;


	per l’ente incaricato della raccolta dei rifiuti: meno volume = più peso = meno viaggi = drastica riduzione dei costi e possibilità di migliorare la qualità della raccolta riducendo di conseguenza gli scarti generati dalle attività di selezione e trattamento mantenendo inalterato il valore della plastica di qualità; una gestione più razionale della raccolta = contenimento dei costi.

	PER L’AMBIENTE E L’ECONOMIA: un ausilio concreto ad andare nella direzione del risparmio energetico e dello sviluppo sostenibile: per ogni tonnellata di plastica avviata al riciclo come materia prima secondaria si evita la produzione di circa 3 tonnellate di  CO2 equivalenti rispetto all’incenerimento, si incrementa l’approvigionamento sostenibile di materie prime di origine europea, si evitano i costi e l’inquinamento derivanti dall’estrazione, dal trasporto e dalla trasformazione del petrolio necessario alla produzione di materie plastiche vergini andando quindi nella direzione indicata dal protocollo di Kyoto e dalle direttive emanate dalla Comunità Europea.

A VOLTE ANCHE LE IDEE PIU’ SEMPLICI POSSONO CAMBIARE MOLTE COSE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PLASTICA: QUANTO NE SAPPIAMO?</p>
<p>Ogni anno si producono in Italia circa 2.300 kilotonnellate (2.300.000 tonnellate) di imballaggi in plastica sotto forma di bottiglie, flaconi, pellicole in polietilene, vaschette, involucri in polistirole etc..<br />
 Una volta utilizzata tale enorme massa di imballaggi dovrebbe prendere la via del riciclo. Secondo i dati forniti dal Conai e dal consorzio di settore Corepla viene riciclato circa il 60% degli imballaggi immessi sul mercato. Tale dato dato rappresenta la sommatoria dei rifiuti di imballaggio avviati al riciclo effettivo e quindi a divenire Materia Prima Seconda (circa il 30%) e di tutti quei rifiuti in plastica che possono essere riutilizzati solo per il recupero energetico sotto forma di combustibile per i termovalorizzatori.<br />
E’ evidente, come evidenziato anche dagli sforzi posti in essere dall’attività delle Commissione Europea nella promozione di nuove strategie comuni sulle materie prime, che ripensare il rifiuto in termini di “risorsa economica” implica la necessità di riformulare i criteri alla base della raccolta differenziata.<br />
IL RIFIUTO: DA PROBLEMA A RISORSA.<br />
Se si pensa il rifiuto in termini di MATERIA PRIMA SECONDA, la raccolta differenziata dovrà essere finalizzata all’ “estrazione” di tale materia prima e quindi improntata a criteri di economicità, efficienza e rimuneratività dell’attività svolta. In termini concreti: ottenere materiale per il riciclo di alta qualità economizzando al massimo i costi di raccolta e smistamento.<br />
Per quanto riguarda il recupero degli imballaggi in plastica, negli ultimi anni si è assistito al fenomeno opposto: l’aumento della raccolta differenziata ha comportato un notevole peggioramento della qualità dei rifiuti conferiti con conseguente aumento dei costi di smistamento. E’ evidente che invertire questa tendenza non può che tradursi in un notevole vantaggio per tutte le parti in causa: comuni, cittadini, intermediari incaricati della raccolta dei rifiuti e non ultimo l’AMBIENTE.<br />
Il servizio di raccolta dei rifiuti rappresenta per i comuni un costo che ultimi riversano necessariamente  sui cittadini in termini di T.I.A. (Tariffa Igiene Ambientale) o T.A.R.S.U. (Tassa smaltimento Rifiuti Solidi Urbani). I rifiuti costituiti da imballaggi intercettati con la raccolta differenziata vengono  remunerati ai comuni secondo corrispettivi stabiliti dagli accordi ANCI-CONAI per le rispettive filiere (carta, plastica, alluminio etc) in base alla qualità del materiale raccolto dedotti i costi di ritiro,riciclo e recupero.<br />
Cosa significa questo? Limitiamoci alla plastica: per ogni tonnellata di plastica raccolta il comune può ricevere da un massimo di € 314,10 a tonnellata  in caso di raccolta finalizzata  di contenitori per liquidi (bottiglie in PET e flaconi in HDPE) ad un minimo di € 0 nel caso in cui la qualità del materiale conferito sia così bassa da comportare per il comune (e di conseguenza per i cittadini) soltanto l’addebito del costo di smaltimento. Aggiungiamo a quanto già esposto che nel caso della plastica il rapporto volume/peso del dei conferimenti è fortemente squilibrato a sfavore di quest’ultimo con conseguente aggravio dei costi relativi alla raccolta e delle emissioni di CO2  derivanti  dal numero di veicoli e di viaggi necessari per il ritiro nel caso di raccolta porta a porta.<br />
Proprio per ovviare a questi inconvenienti e per offrire a tutti i soggetti coinvolti un prodotto utile, economico, semplice da utilizzare e gradevole a vedersi è nato il mini-compattatore domestico ECOPACK, brevettato, ecologico per i bassissimi consumi energetici che richiede e completamente FATTO IN ITALIA. Vediamone in sintesi i vantaggi:<br />
	per il comune: riduzione dei volumi di bottiglie, flaconi, scatolette, lattine, contenitori in Tetrapak  = riduzione dei costi di raccolta e delle emissioni di CO2  = possibilità di riduzione della tariffa rifiuti a carico dei cittadini eventualmente incentivando la raccolta delle plastiche qualitativamente più remunerative;</p>
<p>	per i cittadini: riduzione degli ingombri dei materiali oggetto di raccolta differenziata che spesso costituiscono un notevole disagio, specialmente per chi vive in piccoli appartamenti, magari privi di balconi o di garage dove posizionare i contenitori per la differenziata; incentivazione alla differenziazione ed al riciclo di tutti quegli imballi che possono vivere una seconda vita, possibilità di pagare meno attuando semplicemente una raccolta consapevole  e di qualità;</p>
<p>	per l’ente incaricato della raccolta dei rifiuti: meno volume = più peso = meno viaggi = drastica riduzione dei costi e possibilità di migliorare la qualità della raccolta riducendo di conseguenza gli scarti generati dalle attività di selezione e trattamento mantenendo inalterato il valore della plastica di qualità; una gestione più razionale della raccolta = contenimento dei costi.</p>
<p>	PER L’AMBIENTE E L’ECONOMIA: un ausilio concreto ad andare nella direzione del risparmio energetico e dello sviluppo sostenibile: per ogni tonnellata di plastica avviata al riciclo come materia prima secondaria si evita la produzione di circa 3 tonnellate di  CO2 equivalenti rispetto all’incenerimento, si incrementa l’approvigionamento sostenibile di materie prime di origine europea, si evitano i costi e l’inquinamento derivanti dall’estrazione, dal trasporto e dalla trasformazione del petrolio necessario alla produzione di materie plastiche vergini andando quindi nella direzione indicata dal protocollo di Kyoto e dalle direttive emanate dalla Comunità Europea.</p>
<p>A VOLTE ANCHE LE IDEE PIU’ SEMPLICI POSSONO CAMBIARE MOLTE COSE.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo studio Sebiorec di liliana</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/12/17/lo-studio-sebiorec/#comment-97</link>
		<dc:creator>liliana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:55:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=114#comment-97</guid>
		<description>Cara Francesca,

le analisi di Sebiorec sono in corso, il campionamento del sangue e del latte infatti è finito a maggio, e per tutte le procedure di laboratorio sono previsti sei mesi di lavoro.
Il laboratorio dell&#039;Istituto Superiore di Sanità si è impegnato a dare i risultati delle analisi entro la fine dell&#039;anno. Così pure noi, dell&#039;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR stiamo lavorando intensamente, per inserire nel data base i complessi questionari di ognuna delle persone il cui sangue è stato analizzato. I dati verranno elaborati con un apposito software e letti assieme alla analisi del sangue.
Liliana Cori, IFC CNR</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Francesca,</p>
<p>le analisi di Sebiorec sono in corso, il campionamento del sangue e del latte infatti è finito a maggio, e per tutte le procedure di laboratorio sono previsti sei mesi di lavoro.<br />
Il laboratorio dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità si è impegnato a dare i risultati delle analisi entro la fine dell&#8217;anno. Così pure noi, dell&#8217;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR stiamo lavorando intensamente, per inserire nel data base i complessi questionari di ognuna delle persone il cui sangue è stato analizzato. I dati verranno elaborati con un apposito software e letti assieme alla analisi del sangue.<br />
Liliana Cori, IFC CNR</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo studio Sebiorec di francesca</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/12/17/lo-studio-sebiorec/#comment-96</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 00:20:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=114#comment-96</guid>
		<description>Ma quando finirà questo studio? E&#039; già stato pubblicato? se sì, mi dite dove?
grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quando finirà questo studio? E&#8217; già stato pubblicato? se sì, mi dite dove?<br />
grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In quel di Moncalieri i rifiuti li comprano di Felicia</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/10/11/in-quel-di-moncalieri-i-rifiuti-li-comprano/#comment-94</link>
		<dc:creator>Felicia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 13:44:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=80#comment-94</guid>
		<description>ciao,ammiro la vostra iniziativa e vorrei sapere notizie in merito.Saluti  Felicia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao,ammiro la vostra iniziativa e vorrei sapere notizie in merito.Saluti  Felicia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Comprate l&#8217;usa e getta biodegradabile di ing.marucci</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/01/06/usa-e-getta-biodegradabile/#comment-91</link>
		<dc:creator>ing.marucci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:47:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/01/06/usa-e-getta-biodegradabile/#comment-91</guid>
		<description>Plastica biodegradabile: dal mercato di nicchia a quello di massa, il passo  è breve.

Il progresso industriale ed economico del nostro pianeta deve avere obiettivi riscontri di sostenibilità e senza pregiudizio per l’ambiente. In questa direzione, senza affermare niente di nuovo, l’industria plastica nel suo complesso - quella petrolchimica, i costruttori di macchinari per la trasformazione e gli stessi utilizzatori - si è impegnata (anche e soprattutto, forse, economicamente) negli ultimi anni per studiare formule e processi di sempre minor ridotto impatto ambientale. Gli studi sul campo, l’eco-bilancio ecc. sono entrati a pieno titolo nelle logiche aziendali del settore
La lavorazione della plastica, dal canto suo, genera emissioni in atmosfera inferiori del 70%, così come il rilascio di acque reflue è inferiore del 96%. Per quanto riguarda l’alternativa dei polimeri biodegradabili non c’è convinzione o predisposizione da parte dell’industria, senza considerare che la relativa produzione e impiego ha degli svantaggi che superano i benefici; l’allusione riguarda soprattutto la contaminazione delle altre materie plastiche presenti nei flussi postconsumo da inviare al riciclaggio e, conseguentemente, i problemi che ricadrebbero sul relativo comparto industriale.
Grazie alle leggi e ai regolamenti sull’ambiente, oltre che alle richieste dei consumatori di prodotti ecocompatibili, incominciano a diffondersi sul mercato i polimeri biodegradabili. Gli attuali polimeri biodegradabili sono progettati o per degradare biologicamente o per fotodegradare o per degradare chimicamente, a seconda del tipo di ambiente che incontrano dopo l&#039;uso. Idealmente, i percorsi di degradazione dovrebbero sfociare nella bio-conversione del polimero in biossido di carbonio (aerobica) o di biossido di carbonio / metano (anaerobica) e in biomassa. Tuttavia, la totale biodegradabilità può verificarsi solo quando questi materiali sono smaltiti correttamente in un sito di compostaggio (lavorando a temperature di 60-70°C). Le bioplastiche,inoltre, alimentano l&#039;attuale crisi alimentare perché la loro coltivazione sottrae terreni prima destinati alle colture per il consumo umano e pertanto contribuiscono alla crisi globale dei prezzi alimentari.
La ECM BioFilms Inc è stata fondata nel 1998 per sviluppare e mettere su mercato una nuova tecnologia, che consente ai produttori di manufatti in plastica di offrire prodotti biodegradabili a prezzi davvero competitivi pur avendo le stesse proprietà meccaniche delle plastiche non-degradabili. Questa tecnologia si basa su un additivo che, combinato ad una percentuale minima dell’1% alle resine plastiche tradizionali, rende il prodotto finale completamente biodegradabile pur mantenendo le proprie caratteristiche. 
La tecnologia riguarda un additivo che, combinato in piccole quantità con una qualsiasi resina plastica, rende i prodotti biodegradabili pur mantenendo intatte le proprie caratteristiche meccaniche. Questo additivo è venduto come ECM MasterBatch Pellet, distribuito in esclusiva da ITALCOM.
La Società ha sviluppato questa tecnologia in modo che la maggior parte dei produttori di manufatti in plastica possono utilizzare tranquillamente l&#039;additivo senza dover modificare i loro attuali metodi di produzione. I prodotti plastici ottenuti presentano le stesse proprietà meccaniche e durata , ma hanno il vantaggio che quando vengono buttati, grazie ai microrganismi, sono in grado di essere metabolizzati in biomassa. Il processo di biodegradazione può avvenire sia in fase aerobica che anaerobica ( per esempio discarica o interramento). La tecnologia della Società si differenzia notevolmente dalle altre tecnologie emergenti nel mercato che rendono le &quot; plastiche degradabili&quot;, in quanto non tenta di sostituire la formula chimica delle popolari resine plastiche. Il processo della ECM utilizza più composti bio-attivi brevettati, che vengono combinati nel MasterBatch Pellet, che può essere facilmente aggiunto alle resine plastiche utilizzando le tecnologie esistenti. Il processo di biodegradazione inizia con un agente brevettato che, se combinato con calore e umidità, espande la struttura molecolare delle plastiche. In seguito l’agente crea uno spazio all&#039;interno della struttura molecolare della plastica e la combinazione del MasterBatch con i composti bio-attivi attivano una colonia di microrganismi che metabolizzano e neutralizzano la plastica. I più rinomati laboratori di prova sono stati impegnati dalla ECM per stabilire autonomamente la biodegradabilità di film di plastica della ECM Biofilms inc.
www.italcombiodegradabile.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Plastica biodegradabile: dal mercato di nicchia a quello di massa, il passo  è breve.</p>
<p>Il progresso industriale ed economico del nostro pianeta deve avere obiettivi riscontri di sostenibilità e senza pregiudizio per l’ambiente. In questa direzione, senza affermare niente di nuovo, l’industria plastica nel suo complesso &#8211; quella petrolchimica, i costruttori di macchinari per la trasformazione e gli stessi utilizzatori &#8211; si è impegnata (anche e soprattutto, forse, economicamente) negli ultimi anni per studiare formule e processi di sempre minor ridotto impatto ambientale. Gli studi sul campo, l’eco-bilancio ecc. sono entrati a pieno titolo nelle logiche aziendali del settore<br />
La lavorazione della plastica, dal canto suo, genera emissioni in atmosfera inferiori del 70%, così come il rilascio di acque reflue è inferiore del 96%. Per quanto riguarda l’alternativa dei polimeri biodegradabili non c’è convinzione o predisposizione da parte dell’industria, senza considerare che la relativa produzione e impiego ha degli svantaggi che superano i benefici; l’allusione riguarda soprattutto la contaminazione delle altre materie plastiche presenti nei flussi postconsumo da inviare al riciclaggio e, conseguentemente, i problemi che ricadrebbero sul relativo comparto industriale.<br />
Grazie alle leggi e ai regolamenti sull’ambiente, oltre che alle richieste dei consumatori di prodotti ecocompatibili, incominciano a diffondersi sul mercato i polimeri biodegradabili. Gli attuali polimeri biodegradabili sono progettati o per degradare biologicamente o per fotodegradare o per degradare chimicamente, a seconda del tipo di ambiente che incontrano dopo l&#8217;uso. Idealmente, i percorsi di degradazione dovrebbero sfociare nella bio-conversione del polimero in biossido di carbonio (aerobica) o di biossido di carbonio / metano (anaerobica) e in biomassa. Tuttavia, la totale biodegradabilità può verificarsi solo quando questi materiali sono smaltiti correttamente in un sito di compostaggio (lavorando a temperature di 60-70°C). Le bioplastiche,inoltre, alimentano l&#8217;attuale crisi alimentare perché la loro coltivazione sottrae terreni prima destinati alle colture per il consumo umano e pertanto contribuiscono alla crisi globale dei prezzi alimentari.<br />
La ECM BioFilms Inc è stata fondata nel 1998 per sviluppare e mettere su mercato una nuova tecnologia, che consente ai produttori di manufatti in plastica di offrire prodotti biodegradabili a prezzi davvero competitivi pur avendo le stesse proprietà meccaniche delle plastiche non-degradabili. Questa tecnologia si basa su un additivo che, combinato ad una percentuale minima dell’1% alle resine plastiche tradizionali, rende il prodotto finale completamente biodegradabile pur mantenendo le proprie caratteristiche.<br />
La tecnologia riguarda un additivo che, combinato in piccole quantità con una qualsiasi resina plastica, rende i prodotti biodegradabili pur mantenendo intatte le proprie caratteristiche meccaniche. Questo additivo è venduto come ECM MasterBatch Pellet, distribuito in esclusiva da ITALCOM.<br />
La Società ha sviluppato questa tecnologia in modo che la maggior parte dei produttori di manufatti in plastica possono utilizzare tranquillamente l&#8217;additivo senza dover modificare i loro attuali metodi di produzione. I prodotti plastici ottenuti presentano le stesse proprietà meccaniche e durata , ma hanno il vantaggio che quando vengono buttati, grazie ai microrganismi, sono in grado di essere metabolizzati in biomassa. Il processo di biodegradazione può avvenire sia in fase aerobica che anaerobica ( per esempio discarica o interramento). La tecnologia della Società si differenzia notevolmente dalle altre tecnologie emergenti nel mercato che rendono le &#8221; plastiche degradabili&#8221;, in quanto non tenta di sostituire la formula chimica delle popolari resine plastiche. Il processo della ECM utilizza più composti bio-attivi brevettati, che vengono combinati nel MasterBatch Pellet, che può essere facilmente aggiunto alle resine plastiche utilizzando le tecnologie esistenti. Il processo di biodegradazione inizia con un agente brevettato che, se combinato con calore e umidità, espande la struttura molecolare delle plastiche. In seguito l’agente crea uno spazio all&#8217;interno della struttura molecolare della plastica e la combinazione del MasterBatch con i composti bio-attivi attivano una colonia di microrganismi che metabolizzano e neutralizzano la plastica. I più rinomati laboratori di prova sono stati impegnati dalla ECM per stabilire autonomamente la biodegradabilità di film di plastica della ECM Biofilms inc.<br />
<a href="http://www.italcombiodegradabile.com" rel="nofollow">http://www.italcombiodegradabile.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo studio Sebiorec di La voce dell&#8217;Emergenza - il Blog &#187; Studio Sebiorec, al vaglio la percentuale di inquinanti nel sangue a Napoli e Caserta</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/12/17/lo-studio-sebiorec/#comment-90</link>
		<dc:creator>La voce dell&#8217;Emergenza - il Blog &#187; Studio Sebiorec, al vaglio la percentuale di inquinanti nel sangue a Napoli e Caserta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 12:51:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=114#comment-90</guid>
		<description>[...] (Liliana Cori, Tutti giù per terra, storie di rifiuti) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] (Liliana Cori, Tutti giù per terra, storie di rifiuti) [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In quel di Moncalieri i rifiuti li comprano di Diego</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/10/11/in-quel-di-moncalieri-i-rifiuti-li-comprano/#comment-89</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 12:51:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=80#comment-89</guid>
		<description>Ciao,
sono di Moncalieri, e come puramente interessato al riciclo ed alla conservazione dell&#039;ambiente sono andato al negozio per informarmi dell&#039;iniziativa...ottimi i presupposti, peccato che il sindaco di Moncalieri NON PERMETTE alla recoplastica di svolgere il suo più che utile compito...

non conosco i dettagli, ma credo che la motivazione sia &quot;il rifiuto dei moncalieresi è di proprietà del comune di moncalieri&quot;, in pratica il cittadino moncalierese non può vendere il suo rifutoa Recoplastica...

odio l&#039;ignoranza, cercherò quindi di documentarmi meglio, vi dò comunque questo input, sperando serva...

saluti!!

Diego</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
sono di Moncalieri, e come puramente interessato al riciclo ed alla conservazione dell&#8217;ambiente sono andato al negozio per informarmi dell&#8217;iniziativa&#8230;ottimi i presupposti, peccato che il sindaco di Moncalieri NON PERMETTE alla recoplastica di svolgere il suo più che utile compito&#8230;</p>
<p>non conosco i dettagli, ma credo che la motivazione sia &#8220;il rifiuto dei moncalieresi è di proprietà del comune di moncalieri&#8221;, in pratica il cittadino moncalierese non può vendere il suo rifutoa Recoplastica&#8230;</p>
<p>odio l&#8217;ignoranza, cercherò quindi di documentarmi meglio, vi dò comunque questo input, sperando serva&#8230;</p>
<p>saluti!!</p>
<p>Diego</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un cimitero per gli elettrodomestici di alex</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/16/un-cimitero-per-gli-elettrodomestici/#comment-83</link>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 15:11:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2007/11/16/un-cimitero-per-gli-elettrodomestici/#comment-83</guid>
		<description>e&#039; passato parecchio da questo post, ma sicuramente puo&#039; essere utile sapere che ci sono dei contributi che vanno da qualche euro a qualche decina per chi porta nei centri di raccolta elettrodomestici e rifiuti non smaltibile: http://www.ecocontributoraee.it/default.asp</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e&#8217; passato parecchio da questo post, ma sicuramente puo&#8217; essere utile sapere che ci sono dei contributi che vanno da qualche euro a qualche decina per chi porta nei centri di raccolta elettrodomestici e rifiuti non smaltibile: <a href="http://www.ecocontributoraee.it/default.asp" rel="nofollow">http://www.ecocontributoraee.it/default.asp</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Non di sola materia sono i rifiuti. di Giovanna Sissa</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/09/25/non-di-sola-materia-sono-i-rifiuti/#comment-82</link>
		<dc:creator>Giovanna Sissa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:49:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=78#comment-82</guid>
		<description>Si, avete centrato il problema. L&#039;invecchiamento di un computer dipende solo in minima parte dall&#039;hardware; dipende invece dal software e dalla moda.
Come stanno cambiando e cambieranno sempre di più gli stili di vita di chi vuole un futuro sostenibile, forse un giorno, spero non troppo lontano, ci occuperemo dei nostri Pc in modo diverso. E sarà proprio Internet che ci consentirà di allungare il tempo di vita dei Pc senza rinunciare a nessuna funzionalità e senza essere dei trogloditi tecnologici...
Thin client e virtualizzazione ad esempio sono due concetti che consentono di &quot;alleggerire l&#039;hardare&quot;. E poi l&#039;open source. 

Avete mai pensato che l&#039;open source potrebbe diventare lo &quot;slow food&quot; dell&#039;informatica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, avete centrato il problema. L&#8217;invecchiamento di un computer dipende solo in minima parte dall&#8217;hardware; dipende invece dal software e dalla moda.<br />
Come stanno cambiando e cambieranno sempre di più gli stili di vita di chi vuole un futuro sostenibile, forse un giorno, spero non troppo lontano, ci occuperemo dei nostri Pc in modo diverso. E sarà proprio Internet che ci consentirà di allungare il tempo di vita dei Pc senza rinunciare a nessuna funzionalità e senza essere dei trogloditi tecnologici&#8230;<br />
Thin client e virtualizzazione ad esempio sono due concetti che consentono di &#8220;alleggerire l&#8217;hardare&#8221;. E poi l&#8217;open source. </p>
<p>Avete mai pensato che l&#8217;open source potrebbe diventare lo &#8220;slow food&#8221; dell&#8217;informatica?</p>
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		<title>Commenti su Obama riusa i rifiuti di danielegouthier</title>
		<link>http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/08/30/obama-riusa-i-rifiuti/#comment-80</link>
		<dc:creator>danielegouthier</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 09:17:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/?p=67#comment-80</guid>
		<description>Alessandro, ciao. Grazie al tuo commento mi sono reso conto che avevamo sbagliato un link in questo post

http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/05/16/ah-l%E2%80%99america-uot-a-biutiful-countri/

L&#039;ho messo a posto: buona lettura.
(danielegouthier)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro, ciao. Grazie al tuo commento mi sono reso conto che avevamo sbagliato un link in questo post</p>
<p><a href="http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/05/16/ah-l%E2%80%99america-uot-a-biutiful-countri/" rel="nofollow">http://tuttigiuperterra.wordpress.com/2008/05/16/ah-l%E2%80%99america-uot-a-biutiful-countri/</a></p>
<p>L&#8217;ho messo a posto: buona lettura.<br />
(danielegouthier)</p>
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