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Archive for settembre 2007

Portare un pirata in classe e giocare. Niente di meglio per avvicinare i bambini alla cultra del recupero e del risparmio enerergetico. Il progetto coinvolge i bambini delle scuole elementari di Busca (Cuneo) in una serie di attività educative. L’obiettivo – spiegano gli organizzatori nel blog http://capitaneco.blogspot.com/ – è “rafforzare in modo giocoso le tematiche relative alla raccolta differenziata e, in generale, la salvaguardia ambientale, promuovendo l’utilizzo dell’area ecologica comunale.”
Il progetto è della società di comunicazione ambientale “Achab group” di Padova, ed è già stato sperimentato in altre scuole. I bambini ricevono una busta di figurine (per ogni tipo di rifiuto differenziato che consegnano nelle aree ecologiche) con le quali riempiranno l’album (un manifesto con il ritratto del pirata) dopo aver scambiato le doppie.

Andrea Mameli, 29 settembre 2007

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Farmaci e pile

Ieri sono stato fortunato. Ero in giro per commissioni con 5-anni e avevo con me la borsa dei farmaci scaduti e la scatola con le pile usate. Me ne occupo quando ho pazienza e tempo da dedicarci, perché normalmente il primo bottino è pieno e anche il secondo e spesso il terzo.

Ieri invece sono andati (entrambi!) al primo colpo.

Qui a Sagrado, e pure nei comuni circonvicini, la raccolta differenziata funziona, e secondo me bene, da tempo. Ma. Ma. Ma farmaci e pile sono un punto dolente. In famiglia, ovviamente, non se ne buttano via tanti e quindi ci va tempo prima di avere quella quantità che si vuole portar via. Questo ha come corollario che anche lo svuotamento dei bottini è saltuario e poco regolare.

Conclusione: farmaci e pile bivaccano per lungo tempo nelle nostre case. Poi viaggiano per altrettanto tempo nelle nostre macchine sino a che s’incrocia un contenitore abbastanza vuoto. Mi sembra una situazione da migliorare. Anche perché: bottini pieni + persone non sempre civilissime = farmaci abbandonati all’esterno. Con conseguenti rischi soprattutto per i bambini.

(danielegouthier)

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Scenario globale

Internazionale ha realizzato, sul numero 711, una bella inchiesta dal titolo “Riciclare fa bene”. Da lì ho tratto due belle mappe.

viziosinelmondo.jpg

Nella prima i territori dei paesi sono deformati in base a quanti rifiuti raccolgono: l’Italia è quasi irriconoscibile tanto è grassa di rifiuti.

Nella seconda i territori dei paesi sono deformati in base a quanti rifiuti riciclano.

virtuosinelmondo.jpg

E qui vediamo che in Nord America e in Centro Europa le cose vanno benino mentre ci sono tante situazioni desolanti in Oriente e nel Sud del mondo. L’Italia è così così.

Mi piace vedere le storie dei rifiuti in famiglia, come la tessera di un puzzle che non è solo politico ma che rappresenta un problema mondiale, globale.

(danielegouthier)

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Rifiuti familiari

Non a tutti è familiare interessarsi ai rifiuti. Eppure la famiglia oltre ad essere considerata entità consumatrice di beni e produttrice di rifiuti, dovrebbe essere un soggetto attivo nella catena del riciclo. Cosa manca? Tempo, attenzione, abitudini, educazione, strumenti concreti per attuare i propositi.

Noi siamo quattro e mezzo (due adulti, due bambini e Fido) e produciamo rifiuti per quattro e mezzo (il mezzo è la carta del giornale imbevuta dei bisognini di Fido). Abitiamo in appartamento a Cagliari, dove la raccolta differenziata stenta a decollare. Abbiamo ancora pochi cassonetti differenziati e non tutti sanno come comportarsi. Ad esempio non esiste il calendario della raccolta.

Per me, dopo aver visto le cucine attrezzate con i contenitori differenziati in provincia di Bolzano esattamente 10 anni fa, è deprimente. Difficile qualsiasi intervento educativo o anche solo la creazione di abitudini (che invece albergano nelle case di amici residenti in Comuni anche a pochissimi km da Cagliari).

Ora che Luca (il grande) ha iniziato la scuola primaria e il piccolo (Marco) sta frequentanto l’ultimo anno della materna sarebbe il momento giusto per avviare il percorso educativo e di abitudini e di pratiche di cui scrivevo. Speriamo bene.

Vi lascio con una pillola di saggezza pratica. Acqua come rifiuto da riciclare. Quella della doccia che risiede nel tratto di tubatura compreso tra la caldaia a gas e il rubinetto. Alcuni litri che viene spontaneo lasciar scorrere in attesa dell’arrivo dell’acqua riscaldata. Ecco, perché non salvarla? Un secchio o una bacinella, per poi usarla nel WC. O un innaffiatoio (che in fase di insaponamento andrebbe spostato lontano dal getto o coperto) per usarlo poi con i fiori del balcone.

Alla prossima!

Andrea Mameli, Cagliari 26 Settembre 2007.

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Quelli che rifiutano

Si parte! Naturalmente con le presentazioni, perché in questo blog i personaggi hanno la loro importanza.

Parleremo di rifiuti: fatti, prodotti, scartati in famiglia. Quindi è utile che si sappia chi è che fa, produce e scarta.

Viviamo in provincia di Gorizia, a Sagrado. In una casa indipendente, con un bel giardino, e grande a sufficienza da contenere sette persone. Due genitori under 40 e cinque figli che a vario titolo frequentano le scuole: materne, elementari, medie e superiori. Copriamo tutto l’arco dell’istruzione.

Essendo in sette, consumiamo per sette – con giudizio – e produciamo rifiuti per sette, che non sono pochi.

Giusto per entrare in tema, questa mattina con 5-anni e 9-anni siamo andati a buttare il vetro. Non succedeva da luglio, prima delle vacanze, e avevamo il solito bottino 30x30x70 e un’altra sacca mezza piena. Quaranta bottiglie di birra, olio, vino, qualche barattolo di ben nota crema-alle-nocciole hanno preso la via della campana verde, l’ultima tipologia di campana rimasta in queste lande. (Ma di questo riparleremo).

Per completare la presentazione: in famiglia ci sono due cagne vecchiotte, due gatte piuttosto giovani e due porcellini d’India. Tutti e sei robusti produttori di rifiuti.

Alla prossima.

(danielegouthier)

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