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Archive for ottobre 2007

Chiude domani, 30 ottobre, la mostra interattiva Fragili Equilibri, nella quale arte e scienza si incontrano in un armonioso abbraccio culturale. Le splendide installazioni di Raffaello Ugo, con le loro acque cadenti su metallo riciclato, e i laboratori didattici guidati da Pietro Olla, fanno di questa proposta un piccolo centro della scienza. Spero che a innamorarsi di queste installazioni, come è capitato agli Amministratori di Quartu Sant’Elena, possano essere presto anche gli Amministratori della Regione, speranzosi come siamo di veder nascere in Sardegna un bel centro della scienza. Da tempo ripetiamo che Science Center significa ricchezza: innanzitutto culturale, per i cittadini e per i visitatori occasionali (come ad esempio i turisti, senza contare i visitatori intenzionali) e poi sociale (avvicinarsi alla scienza fa bene alla società). E in fondo anche economica: un punto di attrazione di turisti e di scuole in gita e di famiglie in visita può significare un pochino di lavoro in più. Per me poi è motivo di orgoglio: dopo aver visto realtà, in giro per il mondo, capaci di valorizzare anche un piccolo reperto e di costruirci intorno ottimi luoghi di attrazione, sarei felice di veder nascere un piccolo Science Center a Cagliari (secondo me lo meritiamo) come chiedono da anni anche gli amici di Scienza Società Scienza (che mettono in scena la scienza dall’8 al 15 novembre, a Cagliari, Parco delle saline di Molentargius).
Andrea Mameli, Cagliari 29 ottobre 2007

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Squilla la campanella. Tutti si precipitano sui pochi gradini che separano l’ingresso della scuola elementare dall’andito principale. Bambini e bambine in grembiule, quelli di prima accompagnati da mamme o papà, dalla seconda in poi da soli. Quasi tutti trascinano un piccolo trolley, determinando ulteriore confusione dato che lo zainetto a ruote aimé non è fedele come Fido e soprattutto non ha occhi per vedere i piedi degli altri. Zainetti a baricentro basso il peso aumenta proporzionalmente con la classe (la classe scolastica intendo!). La massa umana scema in due, tre minuti. Quanto basta per incontrarla contromano, se sei una mamma o un papà di scolaro o scolara di prima. E l’incontro ti regala altre emozioni: nessuno (infante o adulto che sia) ti cede il passo, nessuno si scosta, e i trolley, stavolta fedeli, contribuiscono al flusso contrario. Da poco meno di un mese assisto quotidianamente a questa scena, che me ne ricorda altre nelle quali sono protagonisti solo i papà e le mamme, a volte anche i nonni e le nonne (nei supermercati, alla Posta, nel traffico urbano, eccetera) e ho pensato: vuoi vedere che il morbo della fila scomposta ha qualche connessione con quello della raccolta indigesta? Mi sbaglierò, ma nutro il sospetto che se (laddove) la raccolta è INdifferenziata forse qualche elemento comune con questa INeducazione alla fila ordinata c’è.

Andrea Mameli (Cagliari, 18 ottobre 2007)

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Svestire il vestiario

Non so se ve l’ho già detto, ma dopo l’estate mia moglie e io ci siamo dati un compito: ogni settimana si riordina da cima a fondo una stanza di casa. Come dicevo in famiglia siamo sette, le stanze vanno in proporzione, e così questa è una vera e propria campagna d’autunno, dal sapore vagamente quinquennale. (Cinque anni fa c’era stato un trasloco).

Potete immaginare che una simile campagna generi una certa dose quantità di rifiuti. Ed è così. Di ogni cosa passa per le mani ci chiediamo: ci serve? lo conserviamo comunque? serve a qualcun altro? lo regaliamo? lo buttiamo?

Oggi prima di pranzo, sono andato assieme a 5-anni a portare via letteralmente una carriola di vestiti-stracci-stoffe in stato dignitoso ma a nostro parere inutili – per noi – e che speriamo utilizzabili da altri. In queste zone, la meta è un cassonetto giallo della Caritas spesso pieno.

Perché è pieno?

Perché è un’associazione di volontariato che fa quello che riesce e raccoglie quando può.

Perché non ha così tante richieste di stracci vecchi.

Perché siamo in tanti a liberarci di stracci vecchi, avendo un flusso di vestiario in entrata veramente eccessivo.

Ovviamente non ho la risposta. Sarà un giusto equilibrio tra questo, quello e quell’altro. In ogni caso quando vado a lasciare là vestiti-stracci-stoffe, mi chiedo sempre se è la loro giusta fine o se non era meglio farli circolare ancora passandogli agli amici e agli amici-degli-amici e agli amici-degli-amici-degli-amici. Insomma, sono tornato a casa con 5-anni che se la godeva in carriola ma con un minimo di insoddisfazione per il gesto compiuto.

(danielegouthier)

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Aprirà a Roma la prima mostra di sensibilizzazione mai realizzata in Italiasul tema del corretto utilizzo di legno, carta e derivati: Le salvi chi può.

La distruzione delle ultime grandi foreste primarie procede, a ritmi sempre più preoccupanti, anche grazie alla mancanza di consapevolezza tanto degli adulti che delle nuove generazioni: non tutti sanno che grandi quantità di legno (più o meno pregiato) destinate ai mercati dei Paesi del Primo Mondo vengono sottratte a ecosistemi che, spesso, non riusciranno neppure a rigenerarsi. Le conseguenze di tanta devastazione hanno ricadute drammatiche, come la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie animali e vegetali, ma anche pesanti ripercussioni sulle popolazioni indigene.

Il progetto della mostra, da un’idea dell’Associazione Melacotogna, nasce in collaborazione con Greenpeace, Gruppo FSC-Italia (Forest Stewardship Council) e il Comune di Roma. La mostra si svolgerà nella Capitale dal 25 al 29 ottobre 2007, in pieno centro città, all’interno della suggestiva Arancera dell’Assessorato alle Politiche ambientali e Agricole del Comune di Roma.

Durante il percorso, i ragazzi saranno dapprima immersi in una foresta tropicale ricostruita all’interno della serra (con uno spazio dedicato alle popolazioni indigene che vivono in equilibrio con il proprio habitat), per poi passare in un’area ricca di pannelli con foto sulle diverse foreste del mondo. Nell’ambiente successivo, si troveranno in una desolante ricostruzione di una foresta distrutta (con video proiezioni) per arrivare infine a individuare quali siano i comportamenti corretti da mettere in atto per garantire la sopravvivenza delle foreste primarie.

Lo scopo è di far comprendere come ciascuno possa contribuire attivamente ogni giorno alla corretta gestione e alla salvaguardia delle foreste, attraverso piccoli ma significativi gesti quotidiani. Come, ad esempio, la scelta di materiali prodotti nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici.

Tutto questo viene prima dei rifiuti, molto prima. Ma il discorso è lo stesso, eccome!

Info: Le salvi chi può resterà aperta dal 26 al 29 ottobre 2007
presso l’Arancera dell’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole
del Comune di Roma – Servizio Giardini
Via di Valle delle Camene, 11 – Roma
Orari: dalle 10 alle 18 – INGRESSO LIBERO

Per visite guidate: Associazione Praticamente
Sara Ponzi: cell. 335 6879737 – info@acpraticamente.it

(danielegouthier)

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Ho viaggiato in treno oggi – per inciso due treni entrambi puntuali. E dal momento che le cose eccezionali non vengono mai sole, al binario di Mestre ho trovato numerosi esemplari (cineuq? cinque! almeno) di terzine di sacchi per la raccolta differenziata: carta, plastica e di tutto un po’. Non solo: sono comparsi pure dei moderni portacenere con icone belle e accattivanti. Di più: tra le pubblicità che da qualche tempo allietano il visitatore delle grandi stazioni, una inneggiava al non-fumo nelle stazioni.

Poi sono arrivato a Milano e a Lambrate mi è capitato di sentire – con le orecchie mie di me medesimo – che “in tutti i locali della stazione è vietato fumare. Tranne che ai binari dove sono collocati appositi portacenere”.

Una buona giornata, non c’è che dire.

(danielegouthier)

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