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Archive for dicembre 2007

Ideato da un papà (Giuseppe) per mostrare i giocattoli che realizza per i suoi bambini (Tommaso e Filippo), il sito Giocomania è una vastissima rassegna Web di proposte intelligenti. Dai motorini elettrici alle bambole di pezza, dalle barchette di carta alle cacce al tesoro. In quasi tutti i casi si utilizzano oggetti e materiali facili da reperire in casa. Ma una sezione è dedicata ai Giocattoli di spazzatura: razzi e astronavi da costruire con poche semplici cose. Davvero invitante.

Andrea Mameli (Cagliari, 23 dicembre 2007)

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Andrea e Sabrina sono giovani genitori. Vivono in un appartamento a Roma e lavorano in campo informatico. Fin qui nulla di speciale. Ma Andrea e Sabrina hanno scelto di adottare alcuni comportamenti che non sono affatto diffusi. E questo rende la loro famiglia davvero speciale. La loro esperienza diventa visibile grazie a un sito (Vivere Semplice) che racconta la loro vita e le loro scelte. Iniziamo dai giocattoli. Per i figli (Lorenzopedro e Zeno, di 4 e 2 anni) ecco che i nostri amici iniziano a distinguersi dalla folla: li costruiscono con le loro mani, utilizzando in gran parte materiali di riciclo. In questo modo i bambini attribuiscono ai giocattoli un valore diverso. Su questo tema segnalo l’articolo Perché i bambini vanno pazzi per i gormiti. Capitolo alimentazione: qui niente merendine preconfezionate e quando possibile il pane si fa in casa. Un articolo spiega: Perché mangiamo biologico. E la Tv? Niente ovviamente. Solo dvd scelti da vedere al computer.

Uno degli slogan amati dai nostri amici è Vivere semplice e spregiudicato, dove (come loro stessi spiegano nel sito) per spregiudicato si intende persona che tenta di operare in assenza di pregiudizi.non giudicare, non farsi influenzare dai luoghi comuni, da cosa pensano gli altri, ma anche lasciare che sia, “arrendersi” nel senso di essere flessibili, inflettersi per ogni verso senza spezzarsi, e anche accettare tutto ciò che arriva con animo ben disposto, essere liquidi, sapersi adattare al cambiamento e alle diversità, non essere rigidi, saper passare la palla, delegare, smettere di giudicare ciò che è giusto e sbagliato. E anche, in senso più esteso, non accanirsi contro.

Io non amo attribuire etichette alle persone, ma a volte accostare delle parole a dei comportamenti aiuta a capire. Per questo l’esperienza di vita di Andrea e Sabrina potrebbe essere ricondotta al termine downshifting. Andrea Fannini spiega che questa parola fu coniata nel 1994 dal Trends Research Institute “per indicare il fenomeno di quelle donne e di quegli uomini che rinunciavano parzialmente (o totalmente) alla propria carriera lavorativa, al successo, al denaro, per avere in cambio maggiore tempo a disposizione da dedicare ai propri interessi privati familiari. Per il New Oxford Dictionary significa “scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale”. Più in generale si definisce una persona downshifter quella che adotta un modo di vivere poco frenetico, più rilassato, maggiormente rivolto alla sfera degli interessi personali.”

Il sito Vivere semplice ha vinto il 5° premio per i contenuti digitali nella sezione e-learning dell’ Electronic Content Award Italy 2007.

Andrea Mameli, foresta di Pixinamanna, Pula (Cagliari).

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La Delft University, in Olanda, organizza due workshop sulla sostenibilità e sull’uso dell’acqua. Il primo l’8 e il 9 gennaio 2008, il secondo il 10 e l’11.

Chi partecipa ha tutte le spese coperte. Informazioni qui.

(danielegouthier)

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Immaginiamo di dover ornare una bella rotatoria, di quelle che nascono in ogni angolo d’Italia (e d’Europa) oppure una piazza o anche solo una grossa aiuola. Oppure abbiamo l’incarico di allestire un angolo di giochi per bambini in un parco cittadino. Possiamo scegliere fra migliaia di combinazioni di materiali e tra numerose soluzioni architettoniche e stilistiche. Ma solo una scelta avrà il sapore della totale riusabilità, anzi nientemeno che della nuova vita. Questa scelta, poco nota in Italia, ma discretamente diffusa in Francia e in Spagna, viene chiamata tecnica della pianta viva o (in omaggio al vegetale più usato: Salix Viminalis) allestimento in salice vivo. Lo ha spiegato Joan Farré i Oliver a Cesena, nel corso di un seminario tenutosi giovedì 29 novembre 2007 all’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate. L’artigiano catalano, ospite dei fratelli Zavalloni (ideatori e curatori dell’Ecoistituto) ha illustrato le metodiche di coltura del salice (da cui si ricavano pali alti anche 3 metri, di modellazione e di messa a dimora, mostrando le immagini di alcune strutture intrecciate che dopo pochi mesi sono fiorite abbondantemente. Joan Farré i Oliver, dopo 25 trascorsi a creare cestini di vimini tradizionali e innovativi, ha fondato l’impresa Pont de Queros con la quale realizza grandi forme vive.

(danielegouthier)

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