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Archive for aprile 2008

La Provincia di Oristano sensibilizza sulla raccolta differenziata e sulla riduzione dei rifiuti nelle scuole, ha un suo autobus dotato di un video e pannelli illustrativi e ora rilascia sul web una serie di videogame che si possono scaricare gratuitamente da qui.

Li ha realizzarla Polgames, software house della Provincia, specializzata in videogame – e a me già piace che una provincia abbia una software house cha fa videogame!

I protagonisti dei giochi, Tore e Lella, raccolgono rifiuti e li differenziano muovendosi per Oristano e dintorni. In un altro hanno un quasi Tetris dove lo scopo è riciclare … e così via, il tutto ambientato tra foto di natura e paesaggi che rendono evidente come i comportamenti sbagliati violano tanta bellezza.

Giocare, linkare e diffondere, please.

(danielegouthier)

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Chi conosce la pericolosità dei metalli pesanti e le enormi difficoltà che si incontrano quando si intende procedere alla bonifica di un terreno contaminato comprende l’enorme importanza di iniziative come quella che è stata appena appena annunciata a Cagliari.

I metalli pesanti, come il cadmio, il piombo e il mercurio sono sostanze inquinanti spesso presenti nell’aria come risultato di diversi tipi di attività industriale. Anche quando la loro concentrazione nell’atmosfera è bassa, si possono accumulare nel terreno entrando nella catena alimentare (sia via terra che via acqua). All’esposizione ai metalli pesanti sono associati molteplici effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e dello sviluppo, etc. [Fonte: Istituto superiore di sanità, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, 10 aprile 2008]

Lo spin-off dell’Università di Cagliari I.M. Innovative Materials Srl la scorsa settimana ha depositato un brevetto nazionale dal titolo: “Procedimento per l’immobilizzazione di metalli pesanti presenti in suoli naturali, residui e scarti di lavorazione”. Si tratta di un procedimento di immobilizzazione dei metalli pesanti presenti in suoli naturali basato sull’applicazione di trattamenti meccanici. Il procedimento di immobilizzazione è applicabile a residui e scarti di lavorazione contenenti metalli pesanti. Le applicazioni pratiche del brevetto depositato riguardano il possibile disinquinamento di siti minerari dismessi e l’immobilizzazione di metalli pesanti contenuti ad esempio negli scarti degli impianti di incenerimento. La società I.M. Srl, costituita nel febbraio 2007 con lo scopo di svolgere attività di ricerca, di sperimentazione, ideazione, sintesi, produzione, realizzazione, trasformazione, impiego, e commercializzazione, nel settore pubblico e in quello privato, di materiali di qualunque tipo e dimensione a carattere innovativo per settori dell’aeronautica, dell’aerospazio, dei trasporti, dell’energia e delle infrastrutture, collabora attivamente per lo sviluppo delle proprie attività con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali dell’ Università di Cagliari, il Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali dell’Università di Cagliari, il CRS4 Programma Ambiente ed Energia, il Laboratorio di Cagliari del Consorzio Interuniversitario Nazionale “La Chimica per l’Ambiente”, il Centro Lince del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali e l’unità di Cagliari del Dipartimento Energia e Trasporti del Consiglio Nazionale delle Ricerche. [Fonte: Ufficio Stampa Università di Cagliari, 17 aprile 2008]

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Le lampade a basso consumo sono favolose: rispetto alle tradizionali luci a incandescenza durano circa 8 volte di più e consumano fino all’80% in meno. Ma c’è un ma: contengono mercurio. E il rilascio di mercurio nell’ambiente causa seri problemi. Per non parlare dei pericoli per l’organismo (fonte: Ministero della Salute). A questo proposito l’Epa, l’organismo federale statunitense per l’ambiente, detta undici regole, in caso di rottura di una lampadina a basso consumo: areare il locale, raccogliere i frammenti con il nastro adesivo, sigillare i sacchetti. Per lo smaltimento, l’agenzia ha invitato i singoli stati a dotarsi di norme proprie, che prevedano però una gestione separata rispetto ai rifiuti normali.

Allora che fare? L’unico suggerimento proviene dai produttori di strumenti di illuminazione, riuniti nel Consorzio Ecolamp, i quali suggeriscono di consegnare i bulbi ai Comuni che dovranno dotarsi di appositi contenutori. Qualcuno li ha mai visti? Segnalateceli!

Approfondimenti:

Andrea Mameli, Cagliari 15 aprile 2008


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Sostanze altamente inquinanti o esseri indesiderati e portatori di malattie non proliferano solo tra i rifiuti. Numerosi microbi alimentari sono ospiti di animali sani, frutta e verdura fresca possono essere contaminate se irrigate o lavate con acqua venuta a contatto con letame animale o rifiuti umani, alcuni ceppi di Salmonella possono infettare le galline fino a contaminarne le uova prima della formazione del guscio. Cozze, ostriche e altri frutti di mare possono veicolare batteri Vibrio. Altri microbi possono intrufolarsi nel processo di trasformazione degli alimenti, per esempio tramite mani non lavate (è il caso dei virus dell’epatite A e del virus Norwalk e dei batteri della Shigella). In cucina per il passaggio tra alimenti può bastera un coltello e il cibo cotto può venire contaminato se entra a contatto con cibi crudi. In seguito alla contaminazione per causare malattie alimentari i batteri si devono riprodurre: in condizioni di caldo e umidità la moltiplicazione può portare a popolazioni numerorissime. L’unica difesa, capace di bloccare la moltiplicazione batterica, sarebbe la refrigerazione immediata.

Tuttavia esiste qualche eccezione: ad esempio i batteri Listeria monocytogenes sono in grado di moltiplicarsi anche a temperature molto basse. Non a caso questo ceppo è all’origine della cosiddetta malattia del frigorifero o Listeriosi. La presenza di Listeria monocytogeness nei banchi frigoriferi dei negozi di gastronomia viene anzi considerata condizione quasi “fisiologica”, perché si rintraccia facilemente nei derivati del latte, come ad esempio nellla crosta di gorgonzola.

Ma sabato 29 marzo al Ministero dell’Agricoltura francese la presenza di Listeria su una partita di ricotta salata italiana (marchiata IT 03/180 CE) non è sembrato così fisiologico e la frontiera si è chiusa per questo prodotto italiano. A quanto pare la segnalazione è partita dalla Germania: Deux contrôles effectués en Allemagne sur ce fromage italien de la marque “Ricotta Salata” fabriqué par la société Pieve San Giacomo.

Una nota del Ministero transalpino invita coloro che avessero consumato ricotta salata a non sottovalutare i possibili sintomi della Listeriosi (febbre e mal di testa) con particolare attenzione alle donne in gravidanza, agli immunodepressi e agli anziani: “Ces symptômes peuvent évoquer une listériose, maladie qui peut être grave et dont le délais d’incubation peut aller jusqu’à huit semaines”.

Ora, questo quadro sarà pure limitato a qualche partita destinata all’esportazione, d’accordo, ma non vi sembra comunque un dato allarmante? E allora siamo costretti a ripeterci: come nel caso delle scorie nucleari italiane destinate allo Utah (a proposito, nessuna novità dalla stampa italiana?) la notizia va ricercata nell’assenza di notizia… Tranne qualche rara eccezione e sparuti lanci d’agenzia il silenzio mediatico è forte. Quasi quanto la Listeria…

Andrea Mameli, Cagliari, 2 aprile 2008

Dall’istèria all’isterìa il passo è breve (sarà per questo che la stampa tace?)

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