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Archive for settembre 2008

Dopo anni, anzi decenni di euforia e consumo apparentemente illimitato ci si rende conto che molti comportamento non sono sostenibili. Tra questi anche le attività di produzione, di uso e di eliminazione dei calcolatori.  Oggi il computer dimostra di arrecare un impatto ambientale sempre più significativo. Un libro di Giovanna Sissa racconta di computer obsoleti, ma ancora perfettamente funzionanti, svelando qualche segreto per renderli più longevi: Il computer sostenibile. Riduzione dei rifiuti elettronici riuso dei pc e open source. (Franco Angeli Editore, 2008, 144 pagine, 15 euro). Si parte dalla fine, cioè dai rifiuti elettronici e dal loro smaltimento, dagli influssi negativi per la salute e l’ambiente, per poi illustrare che, spesso, è il software, non l’hardware, a essere superato. Il libro dimostra, con alcuni casi concreti, che il software open source è quello meglio capace di ritardare la morte dei computer. Spiega Giovanna Sissa, nel sito Forum PA 2008: “Le implicazioni ambientali dell’ICT non sono state oggetto della stessa attenzione dedicata agli aspetti economici, tecnologici e sociali. A lungo ignorati i milioni di tonnellate di rifiuti elettronici hanno oggi nel mondo un nome sinistro: e-waste (spazzatura elettronica). I rifiuti del settore IT mostrano il più alto tasso di crescita fra i rifiuti municipali e industriali. L’impatto ambientale dei rifiuti elettronici è stato sottovalutato nel primo mondo perché spesso esportati nel terzo. I computer contribuiscono alla emissione di CO2 più di quanto si pensi. Costruirli richiede una notevole quantità di energia e materie prime non rinnovabili. I PC contengono sostanze considerate tossiche per l’ambiente e non biodegradabili. La rilevanza ambientale discende poi anche dai consumi di energia durante il funzionamento e dallo smaltimento a fine vita.”

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Jaume de Laiguana è un fotografo che sta attento alle questioni sociali.
Non poteva sfuggirgli il fatto che l’ambiente qualche problemino ce l’ha.
E che i rifiuti sono un tema caldissimo sul quale misureremo la capacità di decidere delle democrazie di tutto il mondo.
Così dà il suo contributo per stimolare l’opinione pubblica e far riflettere.
E assieme a La Vanguardia produce la mostra “La otra mirada” con le foto di modelle nude in panorami di rifiuti, immondizie, monnezza, scovazze …
È sempre un buon segno quando un tema – scientifico, etico, ambientale – diventa tema e oggetto dell’arte. Significa che sta entrando nella nostra sensibilità collettiva.
Speriamo sia così anche per i rifiuti.

(danielegouthier)

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