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Archive for gennaio 2010

Una volta i pannolini per neonati erano fatti di lino o di cotone e si lavavano dopo l’uso. Poi, nel 1961, l’ingegnere chimico Victor Mills inventò i pannolini usa e getta. Recentemente (fonte: Adnkronos) è stata calcolata la distanza coperta dai pannolini usati: 12 milioni e 300 mila km, pari a 32 volte quella fra Terra e Luna. Nei primi 3 anni di vita (fonte: Wikipedia) un bambino consuma più di 5000 pannolini che si trasformano in una tonnellata di rifiuti difficili da smaltire.
Il blog raccolta-differenziata.com segnalava già due mesi fa l’iniziativa della Knowaste: un impianto per il riciclo dei pannolini usati.
Visti i numeri non sarebbe male provare nuove soluzioni.
(Andrea Mameli, 31 gennaio 2010)
pannolini usa e getta

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Ricevo da Daniele Barbieri e suggerisco di spendere otto minuti per vedere questa testimonianza di Gianni Lannes, direttore di Italia Terra Nostra.

(danielegouthier)

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Molti di noi ne possiedono decine e decine ancora. Le utilizziamo per trasportare, avvolgere, proteggere. Il National Geographic stima che all’anno se ne adoperino circa un trilione in tutto il mondo. Un vero e proprio esercito. Di cosa stiamo parlando? Semplicemente delle buste di plastica che, una volta assolto il loro compito, finiscono ingloriosamente nei cestini di raccolta indifferenziata o, peggio ancora, nelle acque degli oceani, mettendo a rischio la flora e la fauna marina. D’altronde, dal sito  www.ecologiae.com apprendiamo che, secondo il Dipartimento del Medio Ambiente di San Francisco, per il riciclaggio di una tonnellata di buste di plastica si spendono 4000 dollari, contro i 32 che si versano per acquistare la stessa quantità. Ed è questo uno dei principali motivi per cui solo l’1% dei sacchetti viene riciclato, lasciando i restanti 8 milioni di libbre liberi di inquinare l’ambiente. Un modo per aiutare il nostro pianeta è certamente quello di riutilizzare le buste di plastica, come suggerisce l’iniziativa “Nessuna scusa, la borsa si riusa”, promossa dalla Regione Piemonte, che premia con uno sconto di 5 euro chi si presenterà a far la spesa con un sacchetto di plastica usato o con uno di tela. E, navigando nella rete, possiamo imbatterci in decine di siti e blog che dimostrano come, ancora una volta, la creatività possa essere funzionale al riciclo. Dal blog www.4blog.info apprendiamo che, grazie ai sacchetti di plastica, possiamo realizzare comodissime ciabattine da doccia, mentre su www.marloscrochet.com possiamo imparare a realizzare fantastiche borse e scarpe. Ma non mi fermo qui: sempre spulciando in www.4blog.info troviamo consigli su come riuscire a creare tovagliette, portagomitoli, portafazzoletti, vari tipi di borse e suggerimenti per realizzare il filato. Sul sito di Alessandra Stabili www.alessandra-stabili.it troviamo inoltre un utilissimo video che ci spiega, passo dopo passo, come riutilizzare al meglio il nostro sacchetto di plastica. Insomma, non ci resta che armarci di uncinetto, pazienza, creatività e tanti sacchetti di plastica!

(Gianluca Carta, 19 Gennaio 2010)

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Un blog sul compost

Nei miei peregrinari sulla rete in cerca di storie di rifiuti, mi sono imbattuto in PressCompost, un blog che mi è parso ottimo.

Suggerisco di leggerlo ogni tanto.

(danielegouthier)

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La collaborazione fra la musica e i rifiuti ha sempre dato ottimi risultati. Il tema viene infatti trattato in varie canzoni popolari come “Fiuto” di Lucio Dalla o “Eppure il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli. Ma i rifiuti sono venuti incontro alla musica anche nella realizzazione degli stessi strumenti. Ed è così che nel 1942 Harold Rhodes costruì, grazie a pezzi d’aereo rottamati, il primo modello di quello che diventerà successivamente il Fender Rhodes, ovvero il piano elettrico più famoso e usato al mondo. Nel 1963 fu il turno di Brian May, storico chitarrista dei Queen, che realizzò la famosa chitarra elettrica “Red Special” con soli 8 pound. Come? Pezzi di mogano ricavati da un vecchio camino, coltelli da cucina, molle di motocicletta e tanto ingegno.

Oggi giorno moltissimi gruppi suonano con soli strumenti “riciclati”, dagli Stomp ai Tap Dogs, passando per i Vegetable Orchestra. In Italia Maurizio Capone si è spinto oltre: non solo ha creato un gruppo, Capone&BungtBangt, che ha accompagnato Daniele Silvestri a Sanremo e fatto da spalla ad artisti del calibro dei Jamiroquai, ma ha anche creato un sito dove coinvolge il pubblico spiegando come costruire gli strumenti con materiali riciclati. Non vi resta che visitare il sito www.comesuonailcaos.it e provare a costruire il vostro strumento preferito. Siete pronti a suonare coi rifiuti?

(Gianluca Carta, 14 Gennaio 2010)

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Imbrocchiamola

Imbrocchiamola

Mi sono imbattuto in questo simpatico sito di Altreconomia.

Perché preoccuparsi di smaltire i rifiuti quando si può evitare di produrli? Perché bere l’acqua in bottiglia quando si può spillarla dal rubinetto e imbroccarla?

Già, perché? Un perché non c’è: quindi imbrocchiamola.

Trovo eccezionale la mappa di tutti i ristoranti d’Italia dove si beve acqua del rubinetto.

(danielegouthier)

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Ogni anno una strage: in tutto il pianeta milioni di piccoli abeti dopo due settimane di gloria finiscono la loro esistenza nel cestino dei rifiuti.
Anche perché l’incontro ravvicinato con un albero vero e vivo per quanto possa sembrare banale può rivelarsi fortemente educativo per i bambini. Come scrive Paolo Beneventi nel suo blog bambinioggi: Le sorprese dell’albero di Natale.
Quest’anno le iniziative tese a recuperare o a salvare gli alberi di Natale sono più numerose che mai. Ne citiamo solo alcune.
A Roma l’Azienda Municipalizzata dei rifiuti (AMA), l’Assessorato alle Politiche Ambientali del Verde Urbano del Comune, il Corpo Forestale dello Stato il Tgr Lazio, hanno allestito (per il sesto anno consecutivo) centri di raccolta con lo slogan: Restituisci il tuo albero di Natale alla natura. A Crotone la raccolta di alberelli e la loro successiva messa a dimora sono state promosse dall’Associazione Ambientalista FARE VERDE Crotone, in collaborazione con l’Associazione Culturale “TERRA DI MEZZO” con la collaborazione del Comune di Crotone.
Il Parco di Porto Conte (Alghero) ha organizzato un concorso per le scuole (L’Ecoalbero di Natale) per la creazione di un albero di Natale con materiale riciclato, naturale o artificiale, destinato al cestino della spazzatura di casa.
A Parigi ogni anno vengono allestiti un centinaio di punti di raccolta per pini e abeti che saranno trasformati in compost.
Dal blog rinnovabili.it apprendiamo che il sindaco di Londra, Boris Jonhson, invita le famiglie e le imprese a riciclare gli alberi di Natale. Ogni anno nella capitale inglese finiscono tra i rifiuti indifferenziati circa 35 tonnellate di conifere. Per dare l’esempio l’albero di Trafalgar Square (alto 20 metri) è stato riciclato e trasformato in cippato per poi divenire fertilizzante.
Eco-Blog ci mostra infine qualche esempio di alberi di Natale trasformati in oggetti utili e artistici (foto a sinistra: una creazione di Fabien Cappello).
(Andrea Mameli, 9 gennaio 2010)

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