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Archive for marzo 2010

A bag story

Marta Picciulin ci segnala questo film (18′ 30”) di grande impatto e poesia.

Sedetevi comodi e ammirate quest’opera di Ramin Bahrani.

(danielegouthier)

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A Pasqua, si sa, è meglio mettere da parte bilance e progetti di dieta: saremo inevitabilmente circondati da leccornie di ogni tipo e migliaia di calorie presentate sotto forma di dolci gustosi e allettanti. Ben 365 milioni saranno le uova utilizzate a scopo culinario. E a noi, amanti del riciclo, non poteva sfuggire un importante particolare: i moltissimi contenitori che – purtroppo – rischiano di terminare la loro vita una volta privati dell’ultimo uovo che racchiudevano. Possiamo fare qualcosa per venire incontro alla nostra smania di riciclo? La risposta è ovviamente affermativa… Ed in tanti modi possibili, per giunta! Il blog www.ecozoom.tv ci suggerisce come dare nuova vita ai nostri contenitori di uova: si parte dalla creazione di portagioielli e vasi di fiori, fino ad arrivare agli stampi per i cioccolatini. Per chi invece fosse in possesso di una maggiore manualità lo stesso sito ci consiglia come realizzare bellissimi ciclamini o addirittura un originalissimo mini-erbaio. Inoltre le cartelle d’uova, indipendentemente dalla Pasqua, sono sempre state d’aiuto agli amici musicisti per la realizzazione, a costo zero, di sale-prova per poter suonare senza assordarsi i timpani. I poteri fonoassorbenti di tali contenitori sono noti a tutti e così, integrando questi con vecchia moquette e cartone, migliaia di persone hanno potuto soddisfare la propria passione per la musica senza nessuna spesa.

La Pasqua è quindi un’occasione per tutti: per i musicisti che possono collezionare in pochi giorni tutti i contenitori d’uova a loro necessari per la propria sala, ma anche per tutti noi che abbiamo la possibilità di realizzare tanti piccoli oggetti carini e riciclati, dando così un senso “ecologico” ai chili in più che avremo dopo le festività. E buone uova (anche di cioccolato) a tutti!

(Gianluca Carta, 28/03/2010)

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Continua la saga della rifiuti connection lucana. Continua a destare preoccupazione l’area industriale di Tito scalo, che con un decreto dell’8 luglio 2002, il ministero dell’Ambiente circoscriveva come sito d’interesse nazionale, soggetto a bonifica urgente. Il secondo della Basilicata, dopo la Val Basento. Chimere e bombe ecologiche di un processo fallimentare di industrializzazione. Ancora una volta si parla di Daramic, azienda del gruppo statunitense Polypore, specializzata nella produzione di separatori per batterie a ciclo continuo in polietilene per usi industriali. L’attualità. La Giunta Regionale della Basilicata con delibera n.358 del 2 marzo 2010, pubblicata sul BUR Basilicata n.15 del 16/03/2010, ha espresso giudizio favorevole di Compatibilità ambientale e concesso tutte le autorizzazioni necessarie per le emissioni in atmosfera previste dal “progetto per il trattamento delle acque di falda emunte dal sito inquinato dello stabilimento Daramic ubicato nella zona industriale di Tito scalo […]”, ai sensi dell’articolo 6 della Legge regionale n.47/1998 ed ai sensi dell’ex articolo 269 comma 2 del Decreto Legislativo n.152/2006. Continua a leggere

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Plastiki

È partita da qualche giorno Plastiki ed è una storia che davvero va raccontata.

Prendete un giovane milionario che conosce Kon-tiki, la zattera usata da Thor Heyerdahl per attraversare il Pacifico. E aggiungete un’idea strampalata: attraversare il Pacifico con un’imbarcazione fatta di bottiglie d’acqua minerale riempite d’anidride carbonica. Ecco che vi troverete davanti David De Rothschild, è questo il nome del danaroso avventuriero, e il suo nuovissimo modo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso il problema dell’inquinamento ‘solido’ dell’oceano. (altro…)

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Usare le schede elettroniche per ridare vita ai rifiuti elettronici: è l’idea maturata da Massimo Banzi, cofondatore del progetto Arduino®. Un’idea degna della massima considerazione sia perché le creazioni basate sulla scheda (totalmente made in Italy) hanno un campo di applicazione illimitato, sia per l’effetto emulazione di cui godono le idee nate intorno al progetto Arduino.
Inoltre Smart Projects® – la società che commercializza le schede Arduino – aderisce al progetto Impatto Zero® attraverso il quale ad ogni scheda elettronica prodotta viene acquistato mezzo metro quadrato di foresta.
Il 27 e 28 febbraio 2010 (nei locali dell’agenzia di comunicazione LBi IconMedialab di Milano) si è tenuto il seminario “Arduino e il rifiuto elettronico”. Una serie di esempi, suggerimenti e proposte concrete, culminati con il lavoro di gruppo dedicato alla costruzione di sistemi basati su Arduino e basati sui rifiuti. Ma anche un nuovo modo di intendere l’innovazione: aperta, cosciente e responsabile.

locandina arduino e il riciclo elettronico

arduino e il riciclo elettronico

scheda arduino in mano

arduino

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Forse non è ancora abbastanza economica, forse una qualche pruderie ne limiterà la diffusione, ma tendo a immaginare che una macchina da ufficio che trasforma fogli A4 in carta igienica potrebbe avere un suo perché.

Riesco a immaginare chiunque abbia dei documenti da distruggere (e temo che la categoria sia ben popolata) lì intento a prendersene cura risparmiando anche sulle spese di “gestione”.

Al di là degli usi degeneri, è indubbio che una macchina che prende quaranta fogli, dell’acqua e produce un rotolo di carta igienica, sarebbe un ottimo strumento in tutti gli uffici.

Forti questi giapponesi.

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Tazzine di caffè!

Cup ‘a coffee

Gli olandesi consumano nove chili di polvere di caffè pro capite all’anno (qualcosa mi fa sospettare che gli italiani li superino), così Matthijs Vogels da Eindhoven ha iniziato a pensare cosa farsene di tutta quella polvere.

E ha chiuso un circolo virtuoso: prende la polvere, la pulisce, ne estrae una resina, con questa fa un collante, e col collante costruisce tazzine di caffè, ma anche barattoli, stoviglie, vasetti.

Per noi caffè-dipendenti, è un bel sollievo sapere che la nostra polvere non è un rifiuto.

PS: a casa nostra, in ogni caso, non la buttiamo via ma la mettiamo nel compost o, quando è stagione, nell’orto per proteggere le insalate dalle lumache.

(danielegouthier)

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